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«Alla Fondazione Sport ora serve un tagliando»

Cinzia Rubertelli (Alleanza civica) interviene dopo la commissione consiliare «Il sindaco si confronti con il mondo sportivo: subito gli stati generali»

REGGIO EMILIA. La Fondazione dello sport compie dieci anni e ha bisogno di quello che per le auto si chiamerebbe “tagliando”.

Ne è convinta Cinzia Rubertelli, capogruppo in Sala Tricolore della formazione Alleanza Civica, che mette insieme gli eletti delle liste “Grande Reggio” e “Progetto Reggio”. Rubertelli interviene pubblicamente sul tema, all’indomani della riunione della commissione consiliare chiamata a discutere proprio del lavoro svolto dalla Fondazione dello Sport, l’ente di emanazione pubblica che il Comune ha creato perché dialoghi e collabori con il mondo sportivo reggiano.

In una nota, la Rubertelli sottolinea come alla riunione della commissione non fossero state invitate le società sportive come richiesto dai consiglieri, come la sottoscritta: ci è stato detto che sono troppe e che sarebbe logisticamente impossibile ospitarle nella sala delle commissioni».

Una spiegazione che però non toglie dal tavolo la necessità di aprire un tavolo di discussione con tutto il mondo sportivo. E questo per fare il punto sulle modifiche da apportare alla Fondazione. «Noi sosteniamo che, a dieci anni dalla sua costituzione, si renderebbe necessario trarre un primo bilancio dell’operato della Fondazione dello Sport e meditare su quale debba essere la sua mission futura. Un soggetto, la Fondazione, che oggi ha necessità di rinnovarsi. Il quadro sociale e quello economico della città - dice la Rubertelli - dal 2008 a oggi, sono però profondamente cambiati così come si è ormai consolidato un metodo gestionale non sempre votato alla flessibilità e rapidità nel saper rispondere alle rinnovate esigenze delle società sportive». E del resto, anche le società «da un lato hanno assoluta necessità di restare al passo con le rapide evoluzioni di un modo sempre più votato alla specializzazione e competenza operativa, dall’altro debbono avere maggiori certezze in ordine agli investimenti da sostenere anche in considerazione del fatto che sono sempre più chiamate a rispondere alle esigenze delle famiglie, divenendo in molti casi quasi dei “piccoli campus”. D’altra parte appare un’esigenza prioritaria che la pubblica amministrazione recuperi alcune sue funzioni, sia in considerazione del fatto che la struttura tecnica è pressoché totalmente interna alla propria struttura organizzativa e quindi staccata dalla Fondazione, sia perché per sostenere confronto, dialogo e sviluppo delle diverse realtà del mondo sportivo si dovrebbe riaffermare quel compito d’indirizzo politico che è venuto sempre più ad assottigliarsi tra gli organi del Comune e la Fondazione». Poi la Rubertelli mette il dito nella piaga. Ovvero nei rapporti non sempre idilliaci tra «il livello operativo e la governance» della Fondazione e sulla necessità di «ridefinire precisamente compiti e ruoli in modo da saper rispondere senza «inutili discrezionalità, rigidità o peggio frizioni al servizio che è chiamata a rendere alle società e alla città. Per questa ragione - conclude la Rubertelli - in commissione, ho proposto al sindaco Luca Vecchi di convocare gli Stati generali dello sport per cambiare pagina

e rispondere a un mondo sportivo reggiano che assolve a funzioni sociali ed educative importantissime. Un cambio di modello che può avvenire solo attraverso un percorso davvero condiviso che sia scelto e proposto dalla base».

massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA



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