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Lazzaretti: "Alla Correggese manca personalità"

La dura analisi del presidente biancorosso dopo la caduta sul campo dell'Imolese

CORREGGIO. Correggese cosa stai facendo? Lecito chiederselo perché ancora una volta i biancorossi giocano un gran primo tempo, si impegnano, dominano, realizzano poi... tutto svanisce.
Nella ripresa quella che scende in campo è una squadra diversa, una squadra remissiva e senza mordente.
«Ci manca personalità - spiega il presidente correggese Claudio Lazzaretti - perché non è possibile andare in casa dell’Imolese, metterla sotto e poi lasciare l’intera posta in palio sul campo. È accaduto anche contro il Forlì in casa. Gran primo tempo, grande corsa, bella Correggese che nel secondo tempo sparisce. Ma le partita durano fino al fischio finale».

Il recupero anche in questa occasione è durato ben 8’.
«Non mi voglio attaccare a questo perché non sarebbe logico. La Correggese deve fare un bel mea culpa perché non sono state tante le squadre che sono andata ad Imola ad imporre il proprio gioco, a metterli sotto ad avere tante occasioni per poi buttare al vento tutto. Quello che più rammarica è che così abbiamo dato una sorta di vantaggio psicologico ai nostri avversari e alle squadre che incontreremo nelle prossime settimane. Sapere in anticipo cosa ha fatto un tuo diretto concorrente è sicuramente un vantaggio mentale da non sottovalutare però questo lo si vedrà più avanti».

Siete stati gli unici del girone a giocare nonostante il maltempo. Perché?
«Questo ammetto che non l’ho ben capito neppure io. Avevamo chiesto all’Imolese lo spostamento della partita ma non ce l’hanno concesso e non ne so il motivo. A pochi chilometri invece sono state rinviate Mezzolara, Sammaurese e Romagna Centro. Ma io mi chiedo in questo caso la Federazione dov’è? Non prende atto che su dieci partite ne viene giocata solo una? Probabilmente si ma deve andare bene così, o ti adatti o vai fuori».

Ritiene che l’Imolese non abbia avuto fair play?
«C’è stato un episodio antisportivo che in pochi purtroppo hanno evidenziato. Un nostro giocatore ha visto a terra un avversario ed ha buttato fuori la palla e loro ne hanno approfittato. Hanno detto basta con questo fair play, bene vorrà dire che ce ne ricorderemo. Però come dicevo prima non ci dobbiamo attaccare a questo e a null’altro perché eravamo in vantaggio e avremmo dovuto tenercelo stretto ma non ci siamo riusciti».

Ora avrete due settimane per prepararvi

per gli scontri diretti che vi aspettano. Vi fare trovare pronti?
«Abbiamo otto partite da giocare e se ci vogliamo salvare dovremo fare almeno diciotto-venti punti. Non ci devono essere i black out che ci sono stati e capire che si gioca una partita intera non solo 45’».

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