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Reggiana

È una Reggiana che lotta e sa giocare di sciabola

Non solo possesso palla: i granata sanno resistere in trincea senza mollare A San Benedetto la squadra di Eberini ha dimostrato grande forza mentale

REGGIO EMILIA . La Reggiana è tornata a casa con un punto da San Benedetto del Tronto. Un punto che non avvicina i granata alla vetta della classifica, perché il Padova vittorioso a Santarcangelo è scappato di nuovo a +12, ma che serve per dare alla formazione di mister Sergio Eberini ancora più consapevolezza nei propri mezzi, anche quando non riesce a esprimere le consuete trame di gioco e si trova a dover fronteggiare anche una situazione ambientale ostica. I granata non hanno tremato e quando è servito hanno tirato anche qualche “calcione” per dimostrare agli avversari che la Reggiana è sì una squadra molto tecnica, ma sa anche sfoderare gli artigli quando serve.

Il capitano Gael Genevier ha messo l’elmetto e ha “guidato le truppe” alla battaglia, con carisma e personalità. Non ha mai tirato indietro la gamba, lottando in ogni zona del campo e facendosi sempre trovare pronto. Così come Davide Facchin, sempre pronto e reattivo a mettere i guantoni o il proprio corpo a difesa della porta.

Ancora una volta la Reggiana ha dimostrato di essere un gruppo unito e coeso, con i giocatori in campo che sono sempre stati pronti ad aiutarsi l’un l'altro nei momenti di maggiore pressione della Sambenedettese. E così facendo si è riusciti a reggere l'urto dei padroni di casa che per oltre un'ora di gioco hanno provato a schiacciare i granata.

I granata dalla ripresa del campionato dopo la sosta non riescono ancora ad esprimere il gioco a cui ci avevano abituati.

Il campanello d'allarme era già suonato contro il Renate e a San Benedetto è stato ancora più difficile, a causa di una squadra che ha fatto un pressing forsennato per quasi l'intera gara e un terreno di gioco al limite della praticabilità. E così facendo anche gli attaccanti reggiani ne hanno risentito, con il solo Alessandro Cesarini che è riuscito a rendersi pericoloso nel primo tempo grazie ad una splendida azione personale.

Ad Altinier invece sono mancati tutti i rifornimenti e il Duca ha faticato contro i difensori avversari.

Chi ha faticato più di tutti è stato Cattaneo, che ha bisogno di giocare per mettere minuti nelle gambe, ma non riesce ancora a incidere come vorrebbe.

Il neoarrivato nella prima frazione ha fatto

fatica a trovare la giusta collocazione in campo e a dialogare con i compagni, ben stretto nella morsa dei marchigiani. Gli serve ancora tempo, quella di sabato non era la sua partita e lo staff tecnico lo aspetterà continuando a dargli la possibilità di mettere minuti nelle gambe.

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