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Carlini il jolly granata «A centrocampo ora mi trovo a mio agio»

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Carlini il jolly granata «A centrocampo ora mi trovo a mio agio»

Il tuttofare della Reggiana parla della sua nuova posizione «Così gioco di più la palla e sono al centro della manovra»

REGGIO EMILIA. «Dopo la partita col Ravenna ho accusato una forte distorsione alla caviglia destra con un leggero stiramento. Ho iniziato a zoppicare, ma stringendo i denti e con l’aiuto di qualche antidolorifico sono riuscito a giocare fino alla sosta. Sono arrivati altri dolori di “assestamento” così, in accordo con la società, nella pausa invernale ne ho approfittato per sistemarmi con una settimana di terapie ed ho solo piccoli acciacchi». Ecco spiegati i motivi del forfeit che ha riguardato il jolly Massimiliano Carlini nell’ultimo periodo, quello caratterizzato anche dalle sue nozze. «Beh, quella era una cosa programmata da tempo ed è stata una delle emozioni più belle della mia vita».

Carlini, è diventato una delle pedine fondamentali pur in un ruolo non suo.

«Quando il mister mi mette in campo sono onorato di rappresentare questa maglia. Ero abituato a fare l’esterno d’attacco e la fase difensiva non era il mio forte poi, l’anno scorso, circostanze portarono Menichini a spostarmi in mediana e mi sono trovato bene: gioco più la palla, sono al centro del gioco, ho imparato a difendere meglio ed oggi il ruolo lo sento molto mio».

Ora sembra un gruppo che rema nella stessa direzione.

«Ovunque, quando le cose non vanno bene, all’esterno passa il messaggio di problemi vari ma in realtà, dal mio arrivo a gennaio scorso, non ne ho notati. Purtroppo non riuscivamo ad esprimerci mentre oggi, con l’azione che parte dal portiere, possiamo giocarcela con tutte a livello tecnico. La maggior parte delle squadre nel nostro girone sono più strutturate perciò sul piano della battaglia partiremmo perdenti, mentre tecnicamente abbiamo messo in difficoltà anche il Padova. Forse è un tipo di calcio pericoloso perché se sbagli un passaggio rischi un’azione da gol: con difensori larghi e centrocampisti che s’allargano se salta un meccanismo arriva il pericolo però stiamo mostrando grande fiducia e personalità, a partire dai giovani come Crocchianti che partono da dietro palla al piede».

È stupito da tutti questi giovani già così “veterani”?

«Ho fatto l’esempio eclatante di Crocchianti ma tutta la linea difensiva, da Panizzi a Spanò, ha contribuito alla crescita. Potrei dire Lombardo, che si allena a mille, quando gioca da tutto e che proprio da un suo gol col Fano la squadra si è ripresa o lo stesso Riverola. Tutti giovani che mi hanno sorpreso per certe giocate tanto che ora fatico a trovare un reparto più forte dell’altro. La nostra rosa è molto competitiva, presi singolarmente, quindi la nostra forza è l’insieme».

Anche col Renate è stato indicato dai tifosi come uno tra i migliori.

«Fa piacere esser apprezzato da loro e questo ti fa dare qualcosa in più».

Sabato c’è la trasferta con la Samb, sua ex squadra. Campo ostico e loro modulo con cinque a centrocampo che la Reggiana spesso fatica a digerire.

«Stiamo provando soluzioni per superare le loro linee di pressing perché si compattano molto nella metà campo per sfruttare errori avversari e ripartire. Dobbiamo ripetere

le gare con Triestina e Renate, perché anche loro ci aspettavano molto stretti, ma senza la foga di finalizzare e tenendo il pallino del gioco per cercare l’imbucata. Andremo là per vincerla poi, se durante la gara ci accorgeremo che è impossibile, anche un pari andrebbe bene».

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