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«Aradori-Della Valle, un duello show»

Le previsioni del coach della Virtus, Alessandro Ramagli: «Sarà una bella partita e l’atmosfera del PalaDozza ci servirà»

REGGIO EMILIA. Sarà un derby infuocato quello di sabato sera a Bologna.

Se la Grissin Bon sentirà l’obbligo di rifarsi dopo lo scivolone interno con Brindisi, pure in casa Virtus le motivazioni non mancheranno come spiega il coach Alessandro Ramagli, uno dei tanti ex di questa partita: «Questa non sarà una partita come tutte le altre, conta tantissimo per due ragioni: vogliamo rifarci dopo la brutta sconfitta con Avellino e vogliamo provare a raggiungere le Final Eight di Firenze».

La Virtus forse non sta brillando come ci si attendeva, cosa deve sistemare per ambire ai piani alti?

«Ci sta mancando la continuità, soprattutto all’interno dei 40 minuti. In questo dobbiamo assolutamente migliorare».

Una cosa che invece le è piaciuta in questa prima metà di campionato della sua squadra?

«Che ce la siamo giocata con tutti. Quella con Avellino è stata la prima vera imbarcata. Con le altre avversarie sono arrivate sia vittorie che sconfitte, ma siamo stati in partita con tutte, questo vuol dire che la Virtus ha delle qualità».

Come sarà il PalaDozza?

«E’ un campo più caldo dell’Unipol Arena. Lo abbiamo sperimentato lo scorso anno ai play off dove il pubblico ci ha indubbiamente aiutato a raggiungere la promozione. Abbiamo circa 5.500 abbonati, il palazzetto sempre pieno, è un piacere giocare qui e nel derby non mancherà certo la spinta dei nostri tifosi, molto corretti ma molto calorosi».

È una Virtus un po’ troppo dipendente dalla vena di Alessandro Gentile?

«Alessandro è un giocatore importante che viene da una stagione tremenda dove è stato allontanato da 3 squadre in Italia, Grecia e Israele e ha saltato l’Europeo. E’ un giocatore sempre nell’occhio del ciclone, al centro dell’interesse della stampa che aveva grande curiosità per vedere come se la sarebbe cavata da noi. Di certo è un pezzo importante del nostro roster ma ci sono anche gli altri. E’ importante che oltre ai suoi numeri, aiuti i compagni come loro aiutano lui».

Come stanno andando gli ex Pietro Aradori e Stefano Gentile?

«Aradori lo conoscete, è un giocatore con mani di seta che è molto importante per noi. Stefano Gentile è arrivato per i play off la scorsa stagione ed era un giocatore da ricostruire dopo l’infortunio che lo aveva messo ai margini a Reggio. Ci ha dato una grande mano e si è meritato di restare. Ora è il backup del nostro play e gli ho dato grandi responsabilità».

Quella che sta allenando è una Virtus che punta forte sul premio per gli italiani?

«Si, gli italiani sono al centro del progetto, da noi giocano quasi il 60% del minutaggio. E’ una grossa responsabilità, abbiamo giocatori importanti anche per la nazionale».

Alessandro Gentile e Pietro Aradori. Come riesce a gestire due prime punte come loro?

«Non mi pare strano avere due prime punte, tante squadre le anno. A Reggio per esempio giocano insieme Della Valle e Markoishvili».

Dalla Grissin Bon cosa si aspetta domani sera?

«Mi sembra una squadra che ha dovuto riconvertirsi dopo il calo degli investimenti del club e questo non è facile. In più gli infortuni hanno falcidiato il roster di Menetti ma la società è stata brava nella scelta dei sostituti, ora mi sembra una squadra salute».

La sua squadra cosa deve temere della Grissin Bon?

«Ha una panchina profonda che le permette di ambire ai suoi obiettivi in Italia e in Europa, è completa in tutti i ruoli e ha una grande fisicità con giocatori come Wright e White oltre a Cervi che sta per rientrare. Gli innesti in corsa hanno portato quell’esperienza che all’inizio mancava».

In queste settimane è girata voce che vogliate Julian Wright in Virtus a breve. Le piace come giocatore?

«Sono tutte chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Mi sembra che entrambe le società abbiano già fatto abbastanza movimenti di mercato e ora si siano assestate».

Nel derby ci saranno tanti duelli tra campioni.
Uno particolarmente interessante?


«Ricordiamoci che giocano le squadre, non solo due giocatori, ma come succulento piatto all’interno di una gara già ricca di motivazioni ed emozioni, vedo la sfida tra Amedeo Della Valle e Pietro Aradori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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