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Grissin Bon da sogno alle Top 16

Battuta la corazzata Bayern Monaco: i biancorossi chiudono terzi la prima fase del torneo

REGGIO EMILIA. È il 9’ del primo quarto del match con il Bayern e White ha appena realizzato dalla media e scatta, fortissimo, un applauso per il suo canestro ma soprattutto per la qualificazione appena acquisita. In quel preciso momento, a 800 chilometri di distanza dalla bombonera di via Guasco, in Montenegro la sirena sancisce la fine della gara fra Podgorica e i lituani del Lietkabelis.

La vittoria dei montenegrini per 76 a 62 elimina dal torneo il team dei gemelli Lavrinovic e qualifica automaticamente la Grissin Bon alle Top 16.

Ma Reggio farà di più, si prenderà pure il successo sul Bayern, unica a riuscirci nel gruppo B, centrando quindi con merito il primo obiettivo stagionale. La seconda fase d’Eurocup partirà il 3 gennaio e il club s’era preventivamente messo avanti anticipando la gara interna del 2 contro Cantù, a dopodomani. Oggi scatterà la campagna abbonamenti per le tre gare interne delle Top 16 e il club parlerà con Landing Sanè, il cui contratto scadrà proprio il 3, ma pare improbabile una sua conferma. Diversa la questione relativa Llompart, legato alla società fino al 20 gennaio, con il quale ogni possibile discorso slitterà però di qualche giorno. Alle Top 16 la truppa di Menetti arriva da terza del gruppo B per differenza canestri e incrocerà i russi dell’Unics Kazan, i francesi del Limoges e una fra Gran Canaria e Asvel. Ai quarti voleranno le prime due di ogni gironcino da quattro e, neanche da dire, la battaglia sarà durissima. In via Guasco, ieri, la partita non è però durata 9’. Ma da lì si è giocato con la certezza di esser dentro e sicuramente con molti meno patemi e zero pressione. Di là, già alla presentazione qualche fischio il coach Sasha Djordjevic l’aveva raccolto. Il coach serbo risparmia l’ex Milano Macvan e l’esterno Jovic e alla palla a due butta dentro Booker, Gavel, Barthel, Redding e Cunnigaham. Menetti che ha bisogno di centimetri contro i colossi tedeschi punta su Chris Wright, De Vico, Markoishvili, White e Reynolds. Si parte e il Bayern alza subito la voce.

White raddrizza la situazione in cui è caduta la Grissin Bon (-5 in un attimo) con due giocate di classe, ma il gap, fisico soprattutto, è evidente.

Cunningham sfugge più volte alla difesa reggiana e firma il nuovo + 4 per i tedeschi al 4’.

Julian Wright dà finalmente l’impressione di essere in palla e tiene i suoi attaccati alla fuoriserie tedesca che continua però a violare con facilità il canestro di casa.

La difesa reggiana non regge la forza d’urto dell’attacco tedesco e Reggio ne ha già presi 32 dopo 14’ di gioco. Nonostante i quintetti varino, la difesa labile resta pressoché una costante così come una certa sofferenza a rimbalzo. In attacco i biancorossi sono incisivi solo da sotto (80% dopo 10’), mentre il Bayern ha decisamente una marcia in più e all’intervallo arriva agevolmente sul +10 (38-48).

L’anemia offensiva che colpisce i biancorossi nei primi minuti della ripresa peggiora poi la situazione (38-51 al 3’).

Markoishivili sveglia i suoi e Reggio comincia a risalire la china (-6 al 6’ suggellato dal sottomano di Llompart).

I reggiani riprendono a crederci, fanno funzionare la difesa a dovere e White dall’angolo scocca il tiro del -3. Sul finale di quarto, la forbice si riduce a –1 con il canestro di Mussini, cui viene concesso un po’ di spazio. Il sorpasso arriva con Julian Wright, ma sulla terza sirena Zirbes approfitta dell’esultanza reggiana per punire da sotto. Nell’ultimo periodo si entra così sul 60-61 per gli uomini di Djordjevic intenzionati a prendersi anche la decima vittoria consecutiva.

Menetti se la gioca con il doppio play e Reggio resta ostinatamente in scia fino alla schiacciatona di Julian Wright che vale il 68 pari al 4’ scarso.

Nuova fiammata del Bayern poi è De Vico da tre a regalare il vantaggio (71-70). Della Valle ci mette il carico dai 6.75, poi, un paio di giri della lancetta lunga più tardi, infila pure i liberi del +4 (78-74).
Il canestro della staffa è però di Markoishvili e Reggio si prende pure il grande merito di aver voluto vincere, anche se la qualificazione era arrivata già dopo 9’ di partita. E dopo il pasticciaccio brutto di Torino era importante che arrivasse anche un segnale in tal senso.



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