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Sette minuti di follia che la Regia rischia di pagare carissimi

Al di là del risultato dall’incredibile debacle di Salò  è uscita una squadra deconcentrata e a corto di fiato

REGGIO EMILIA. Dato per assodato che Andrea Ferretti da Montecchio Emilia non è parente nè di Gonzalo Higuain nè di Mauro Icardi, resta da capire come possa, ogni volta che vede il colore granata (della squadra della sua città, peraltro) trasformarsi in una iradiddio impossibile da fermare. Dieci gol in dieci partite sono un ruolino di marcia che si spiega soltanto con un conto personale che l’ex punta della Berretti ha con la Reggiana. Lui nega e quindi non ci resta che prendere atto che la difesa che sembrava esser diventata un bunker, qualche falla invece sembra avercela.

Invero, due dei tre gol della Feralpi sono venuti dalle cosiddette palle inattive e questo avvalora ancora di più la tesi secondo cui il crollo granata sia stato prima di tutto di ordine mentale. Un risultato che i granata pensavano di avere in pugno alla fine del primo tempo, con l’intervallo che fatalmente spezza la tensione e spinge chi sta vincendo - peraltro senza grossi patemi - a rilassarsi. Ecco cosa ha generato in primo luogo l’eccesso di scioltezza con cui Genevier e compagni sono scesi in campo nella ripresa. Poi però ci sono gli avversari. Nella fattispecie una Feralpi Salò che non ha mai smesso di crederci. E ha avuto in Andrea Ferretti il suo terminale offensivo. I cronisti della partita narrano di un Ferretti che nel primo tempo non ha toccato palla. Poi però, si è fatto trovare pronto. Sul calcio d’angolo e sulla punizione. Eppoi nell’area piccola. E la difesa granata così granitica e concentrata nel primo tempo? Nella ripresa ha alzato bandiera bianca lasciando il capo all’Higuain di Montecchio. «Eravamo a corto di fiato» ha provato ad argomentare a fine gara Eberini. Bè, sedavvero
è così allora la lunga pausa che da Natale arriva quasi a Pasqua, per i granata è manna dal cielo. A patto che utilizzino questo tempo per ricaricare le batterie e fare scorta di una cosa che proprio Bovo e C. non hanno : l’istinto del killer.

massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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