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Razzoli a caccia di punti a Madonna di Campiglio

Sci Coppa del mondo, Razzo partirà con il pettorale 45 e troverà la pista rovinata «Il ginocchio non reagisce come prima, sono due anni che non ne azzecco tante»

REGGIO EMILIA . Oggi Giuliano Razzoli ci riprova. Cerca cioè di catturare un po’ di punti per la sua classifica stagionale. Si gareggia su una pista italiana, a Madonna di Campiglio, ma ciò non basta a tranquillizzarlo. Anzi, probabilmente accresce la sua tensione perché vorrà ben figurare davanti agli occhi dei propri connazionali, essendo anche portabandiera dell’Esercito Italiano che - ormai sette anni fa - ha portato al primo posto nelle Olimpiadi del Canada. Il calendario delle gare sulla neve, diversamente da altri appuntamenti, prevede per la puntata odierna solo lo slalom speciale; gigante e parallelo si sono già svolti in Alta Badia nello scorso week end. Si corre la prima manche alle 17.40; la seconda tre ore più tardi.

A penalizzare il “Razzo” nell’unico appuntamento di Coppa del Mondo che si svolge su piste Italiane ci sarà purtroppo il pettorale di partenza; avrà infatti il numero 45, un numero troppo alto per sperare in una performance perfetta. Tanto più considerando che non si tratta del primo approccio a questi livelli ma di un elemento che si aggiunge a due episodi analoghi che documentano le sue condizioni incerte. Prima in Finlandia a novembre, poi in Francia il 10 dicembre il campione di Villa Minozzo non è infatti riuscito ad entrare nei primi trenta al termine della manche di apertura, limite imposto dal regolamento per disputare anche la seconda discesa. Nei due casi precedenti si era presentato al cancelletto di partenza con numeri fra il 29 e il 31. Stavolta sarà ancora peggio e sciare dopo i passaggi di tanti avversari peggiora, sebbene ogni tanto venga ritoccato, il fondo innevato. Non resta quindi che sperare in un suo piccolo miracolo; servirebbe perché il terzo appuntamento invernale lo sospinge e lo schiaccia ulteriormente all’indietro. Non ci sono dubbi che dovrà affrontare una prova molto delicata, certamente difficile.

Lo slalomista reggiano ha ammesso nei giorni scorsi, mentre si allenava a Pozza di Fassa con la Nazionale azzurra, di attendere con una certa ansia il verdetto di questa giornata: «Sono due anni - ha precisato - che non ne azzecco tante perché il ginocchio al quale sono stato operato non mi dà pace, non reagisce come prima». Un altro dettaglio non da trascurare è che
il campione di Villa Minozzo ha aggiunto un paio d’anni alla sua - atleticamente parlando - non più giovanissima età. Proprio all’inizio di questa settimana ha compiuto 33 anni e, volente o nolente, ha perso un po’ di quella brillantezza che lo caratterizzato nei primi anni di carriera.

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