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«Eberini ci ha dato un gioco che prima non avevamo»

Calcio serie C, Pietro Cianci spiega così il momento positivo della Reggiana «Continuando con questo spirito potremo toglierci molte soddisfazioni»

REGGIO EMILIA. «La gara di Padova ci ha dato consapevolezza di aver messo in difficoltà col nostro gioco la prima in classifica, anzi c’è rammarico perché con un pizzico di convinzione in più si poteva portare a casa ma questo pari è stato un buon risultato e ripartiremo da lì».

Tanto sacrificio per la squadra per l’attaccante barese Pietro Cianci che si sta dimostrando sempre più utile alla causa granata pur giocando in una posizione esterna per lui nuova.

E pensare che qualche anno fa aveva addirittura pensato di smettere col calcio...

«Ho iniziato a giocare a 10 anni, perché prima avevo un problema alle anche, col Free Time di Bari e l’anno dopo passai alle giovanili del Bari ma dopo 5 anni mi comunicarono con una lettera che ero svincolato. La squadra della mia città non aveva creduto in me e volevo lasciare perché a quel punto nemmeno io pensavo di poter diventare un calciatore importante. Mi convinse a continuare una persona a cui devo tutto, Fabio Sperduti, che mi portò alla Di Cagno Abbrescia, altro club di Bari. Mi sono fidato di lui infatti mi portò fino all’Andria e tuttora ci sentiamo spesso perché soffre e gioisce sempre con me».

Poi, via dalla Puglia...

«Prima un anno nelle giovanili del Livorno, poi sei mesi a Varese e sei a Vercelli, infine il ritiro con l’Andria dove mister D’Angelo mi disse che avevo potenzialità e che sarei diventato un grande calciatore, concedendomi sempre più minuti che mi spinsero ad allenarmi meglio per arrivare ad esser scelto dal Sassuolo».

A Reggio chi la portò?

«Mi scelse Menichini, ma dopo aver scontato le due giornate di squalifica che mi portavo dall’anno scorso non mi dava spazio e possibilità, mentre ora ce l’ho e provo a fare bene».

I nuovi mister hanno dato la svolta alla stagione?

«Hanno grande voglia di arrivare ma la squadra era compatta anche nei momenti difficili. Con loro arrivo è arrivata un’idea di gioco che mancava e con mister Eberini anche la carica ed il senso di appartenenza a questa maglia».

Però le hanno cambiato ruolo…

«Mi adatto ovunque e per giocare farei anche il terzino dando il 110%, anzi con nuovi stimoli. Esterno destro ci lavoro tanto e ascolto i consigli del mister, fra i tre davanti mi sacrifico di più perché loro hanno più qualità e se posso aiutare la squadra lo faccio volentieri, inoltre sono sempre vicino alla porta. Col Padova - sottolinea l’attaccante granata - ricordo due occasioni: nella prima ho calciato al volo la palla senza pensarci e nell’altra potevo angolarla di più per cercare la deviazione di Altinier o Bovo».

Provi a guardare al futuro dei granata. Secondo lei il campionato è ancora aperto per la Reggiana?

«Partita dopo partita proveremo a fare i tre punti poi tireremo le somme ma continuando con questo spirito avremo soddisfazioni».

Sabato
il Teramo: non crede possa essere una gara insidiosa?


«Siamo compatti ma ci aspetta una battaglia perché loro cercheranno almeno un punto mentre noi dovremo capitalizzare le occasioni che capiteranno ma saremo pronti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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