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Una bella Reggiana sfiora il colpaccio

A Padova finisce 0-0 e i granata restano a -11 dalla vetta

INVIATO A PADOVA. La Reggiana non riesce a fare il colpo all’Euganeo e a riaprire il campionato, ma la squadra ha una faccia completamente diversa rispetto a quella che ha iniziato la stagione e ora tutte le formazioni del girone sanno che dovranno fare i conti con i ragazzi di Sergio Eberini.

Chi si aspettava una bella partita allo stadio Euganeo è sicuramente rimasto deluso, ma era prevedibile che fosse così. Si sono affrontate due squadre che si rispettano e si temono perché sono certamente tra le principali candidate alla vittoria finale del campionato. E i tre punti in palio erano pesanti per entrambe, con i padroni di casa che avrebbero potuto “ammazzare” le speranze di primo posto dei granata, spedendo la Reggiana a quattordici punti di distanza e, la squadra di mister Eberini dal canto suo aveva tutte le intenzioni di riaprire definitivamente il campionato. La tensione infatti l’ha fatta da padrona per tutta la prima frazione di gioco, con le due squadre che sono andate a sprazzi, affidandosi ai giocatori di maggior talento. Il Padova dal canto suo ha provato mettere in campo tutta la forza fisica di cui dispone, con un tridente offensivo pesante e, infatti, nella fase centrale del primo tempo è riuscita a schiacciare i granata che, dal canto loro, non si sono mai scoperti, rimanendo sempre uniti anche nei momenti di difficoltà e respingendo ogni attacco dei biancoscudati. Le armi per fare male a questo Padova la Reggiana le ha messe in mostra, soprattutto quando Cesarini ha acceso la luce, mettendo spesso in crisi la retroguardia avversaria. Giocando di rimessa la Reggiana ha spesso trovato i varchi per mettere in difficoltà il Padova, soprattutto sulla corsia di destra dove i granata si sono trovati di fronte Contessa e, conoscendo bene le proprie lacune in fase difensiva, lo hanno attaccato costantemente.

Nella ripresa la capolista ha provato ad aumentare la pressione, potendo sfruttare anche la maggior qualità a disposizione dalla panchina, perché il Padova si è potuto permettere di tenere Marcandella in panchina per i primi 45’ di gioco, mentre Sergio Eberini, tra le riserve, aveva solamente tre giocatori di movimento della prima squadra. La Reggiana ha resistito, serrando i ranghi e stringendo i denti, provando a non concedere spazio ai padroni di casa e cercando di far male in contropiede, affidandosi alle giocate del proprio numero dieci, con il Mago Cesarini che si è portato a spasso per il campo tutta la difesa del Padova, dando sempre l’impressione di poter creare qualcosa di pericoloso. I suoi compagni però sono stati sempre ben controllati dalla retroguardia del Padova, con Trevisan che non ha lasciato nemmeno un centimetro ad Altinier, il temuto ex accolto dai fischi dell’Euganeo. Il Mago ha provato anche a mettersi in proprio
ma non è riuscito a regalare la vittoria ai suoi. Nel finale è salita un po’ di paura di perdere e i giocatori sono stati più attenti a non commettere errori. Il primo posto per la Reggiana resta lontano, ma la squadra ha acquisito la consapevolezza di essere protagonista fino alla fine.

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