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Il progetto del MonteBoca per educare i genitori tifosi

L’idea della Football Academy dei settori giovanili di Montecchio e Boca Barco Attorno al campo verranno installati messaggi su educazione e fair play

MONTECCHIO. È stato presentato ieri al Castello di Montecchio, il progetto educativo per i giovani e le loro famiglie ideato dal MonteBoca Football Academy, il settore giovanile nato un anno fa dalla sinergia tra Montecchio e Boca Barco, ora decisamente intenzionato a alzare l’asticella. Alla presenza del sindaco di Montecchio, Paolo Colli; dell’assessore allo sport del Comune di Bibbiano, Matteo Curti; dei presidenti Claudio Dosi per i locali; Enzo Guerri per il BocaBarco e del vice presidente regionale della Figc con delega ai settori giovanili, Celso Menozzi, il progetto è nato con il chiaro intento di eliminare gli aspetti negativi che vedono il calcio, protagonista negativo delle cronache quotidiane.

L’idea è quella di esporre negli impianti attualmente utilizzati dalle squadre del settore giovanile giallo-rosso-blù, pannelli con messaggi e immagini a effetto che possano rimanere impressi nella memoria.

«Abbiamo estratto dal nostro dal regolamento _ ha spiegato Alessandro Marconi responsabile della comunicazione _ alcuni concetti semplici. Il nostro motto è: MonteBoca, per crescere sul campo da calcio e nella vita. Vogliamo insegnare a giocare a calcio, senza però prescindere dai valori. Grazie a Roberto Bigliardi che ha ideato i concetti e Alessandro Bartoli di Tecnograf che li ha stampati, questi messaggi verranno visti anche dagli avversari».

Colli e Curti hanno poi espresso soddisfazione.

«Le società sportive devono impegnarsi e noi con loro _ hanno detto i rappresentanti delle Amministrazioni _ per lavorare sui valori dei giovani. Lo sport deve acquisire una fisionomia educativa importante. Questo per evitare che da grandi ci siano ragazzi che fischiano l’inno della Nazione avversaria come è accaduto per il match Italia-Svezia».

«Questi messaggi serviranno più ai genitori che ai giovani _ ha detto il numero uno del Boca, Enzo Guerri _ dal nostro canto, possiamo aiutare le famiglie ma non sostituirci a loro». Dello stesso avviso, Claudio Dosi del Montecchio. «La passione che come dirigenti abbiamo messo nel progetto è tanta. E abbiamo il supporto delle famiglie che hanno capito lo spirito di condivisione, spostandosi senza problemi». Chiusura per Celso
Menozzi: «Questo progetto è molto importante. Ma vi invito a farlo sapere, a diffonderlo. Cose come il codice etico di Casalgrande, sono eccezionali, ma se non fossero state diffuse, nessuno le conoscerebbe. Come Federazioni stiamo facendo molto sui giovani e sulle scuole».



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