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Lombardo: «Ora ho più sicurezza nelle mie doti»

Il centrocampista sta dimostrando grande versatilità: «Sarà un punto di forza per la carriera»

REGGIO EMILIA. «Crederci sempre. È il motto che porto con me da anni perché credo nel lavoro e i risultati prima o poi arrivano. Con la costanza e la positività, comunque vadano le cose». Per il 22enne Mattia Lombardo non deve essere facile convivere col fantasma del padre Attilio, una delle bandiere del calcio italiano di fine millennio.

«Con lui ho un rapporto distaccato, mi consiglia ma allo stesso tempo mi lascia libertà in carriera perché voglio crearmi la strada col lavoro, e voglio convincere me e gli altri che ho qualità grazie a ciò che faccio dentro e fuori dal campo, partendo dal mio mental coach e da un’alimentazione studiata. Di mio padre calciatore ho pochi ricordi, tranne gli ultimi anni alla Sampdoria. L’ho visto su Youtube o in videocassetta mentre il mio compagno Bastrini è stato allenato da lui nel settore giovanile dei blucerchiati quindi se lo ricorda meglio, senza dimenticare che è stato parte della storia del calcio tra Samp, Juve, Crystal Palace e Lazio».

Per lei è cambiato qualcosa al secondo anno di Reggiana?

«Ho più convinzione e ho avuto occasione di mostrare il mio valore grazie ai sacrifici dell’anno precedente, alla disponibilità nel lavoro. L’obiettivo è perseverare, dando più del massimo in allenamento per essere scelto in ogni ruolo che mi venga chiesto per aiutare i compagni. Nasco centrocampista ma mi sto perfezionando anche come difensore o terzino e questa versatilità potrà essere un punto di forza in carriera».

Sabato farete visita alla capolista Padova.

«Sarà una gara importante, stimolante e combattuta ma siamo consapevoli dei nostri mezzi e avremo lo spirito giusto dopo gli ultimi successi. Ognuno dovrà dare il 120% mettendo le abilità al servizio della squadra perché siamo convinti di poter fare un risultato importante. Ora abbiamo idee più chiare, entusiasmo diverso e l’intensità settimanale ce la ritroviamo in campo. Così vogliamo fare fino alla fine».

Giusti 11 punti di distacco?

«Ora sembrano bugiardi ma i momenti negativi ci hanno permesso di capire dove migliorare, creando una compattezza di squadra importante».

Il siparietto Kouko-Montella al rigore dell’Albinoleffe lo vedremo anche tra lei e Riverola sulle punizioni?

«Le proviamo in settimana e ci sono i giocatori incaricati a calciarle. In partita però, in base alla posizione, deve
tirarle chi se la sente perché possono diventare un’arma letale. Mi ispiro a Pianic, ma le punizioni sono una peculiarità che ho cercato di sviluppare dalle giovanili della Samp».

Ha già parlato di rinnovo?

«No. Voglio meritarmelo sul campo da qua a fine anno».

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