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Pioggia di fischi per l’ex Cinciarini in campo nonostante l’influenza

Contestatissimo dai tifosi reggiani, il play dell’EA7 ha voluto giocare anche in condizioni non ottimali Il palasport strapieno: i 4.500 spettatori di ieri sono il record dopo i lavori di restyling dell’impianto

REGGIO EMILIA. Il gran pienone per la grande passione. Ieri il palazzo dello sport di via Guasco ha regalato il primo tutto esaurito dopo l’ampliamento, ed ha regalato pure un tutto esaurito di fischi e boati per l’ex capitano Andrea Cinciarini.

Dal momento del turbolento addio, nel giorno seguente alla dolorosa gara 7 contro Sassari, Cinciarini è diventato il nemico numero 1 per una vasta frangia del pubblico biancorosso, e il rancore si è alimentato negli anni per via di alcune dichiarazioni sopra le righe e di alcuni gesti non apprezzati nei confronti diretti.

Ogni suo ritorno a Reggio è un’occasione per scatenare le ugole in fischi costanti, nella giornata in cui per la prima volta il palaBigi toccava il tutto esaurito l’effetto si è amplificato. E dire che davvero Reggio e “Cincia” si erano voluti bene, con i tifosi per tre anni ai piedi del capitano e grande trascinatore, sempre pronto a lasciare ogni stilla di energia in campo.

La regola che da un grande amore possa arrivare un grande odio non vale solo a teatro e nei libri, anzi, e ieri via Guasco ha offerto una roboante conferma. Al momento dell’annuncio di Cinciarini durante la presentazione l’ululato degli spalti ha completamente travolto la voce dello speaker, non mostrando alcuna pietà. Non è andata meglio durante il match. Cinciarini è entrato nel secondo quarto ed è stato accolto da un’altra raffica di urla feroci, grida proseguite in ogni singola occasione in cui il giocatore prendeva il pallone o commetteva fallo. Un coro costante di amarezze e delusioni, che trovano energia nei ricordi di tre anni bellissimi e pure dolorosi. Il regista pesarese, dal canto suo, si è mostrato impassibile, non reagendo a nessun richiamo. Profilo basso, nessuna gestualità particolare, dialoghi solo con i compagni di squadra. Nell’ultimo periodo ha pure infilato due cesti di discreto peso specifico, ma neppure lì ha mollato la presa: testa bassa e corsa verso la difesa. In pullman, con i suoi cari si sarà sfogato, e avrà urlato pure lui come quelli che un tempo erano i suoi tifosi. Ci si rivedrà la prossima volta, con i rancori immutati, anzi al massimo ancora più ardenti.

L’impatto scenico di via Guasco ha comunque regalato emozioni anche fuori dal duello con Cinciarini. L’arrivo della grande rivale Milano e l’orario pomeridiano hanno favorito
il tutto esaurito, e il panorama era davvero di quelli da ricordare. Tanto rosso, tanto bianco, tanti bimbi, tanto entusiasmo. Sembrava quasi di essere indietro di un paio d’anni, quando con Milano si combatteva in finale scudetto e magari “Cincia” indossava il biancorosso giusto.

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