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La Conad vuole invertire la rotta nel girone di ritorno

Capitan Sesto è certo che la squadra tirerà fuori le proprie qualità soprattutto in trasferta: «Siamo forti, ora dimostriamolo»

REGGIO EMILIA. Ottava su undici squadre con 12 punti in dieci gare, racimolati in tre vittorie nette e due tie-break, uno vinto con la capolista Roma e uno perso nell’esordio contro Aversa. È questa la fotografia della Conad Volley Tricolore alla fine del girone di andata che, dopo il 3-0 subito a Siena, domenica la vedrà osservare il turno di riposo. Un bilancio che secondo il suo capitano Nicola Sesto non rende giustizia alle potenzialità della sua corazzata ma serve per rilanciarla. «Nelle dieci gare di ritorno dovremo diventare dei cannibali - commenta il centrale di Lamezia Terme - in questo esordio abbiamo pagato lo scotto dell’essere un gruppo del tutto nuovo, ma come abbiamo dimostrato battendoci ad armi pari con Siena e piegando la capolista, la musica sta cambiando».

In percentuale quanto può dirsi soddisfatto?

«Un cauto 40% perché ammetto che non è stato facile trovare gli equilibri di squadra e capire chi fossero i nostri riferimenti, soprattutto nei momenti caldi. Con il palleggiatore straniero alla sua prima esperienza in Italia poi c’è voluto ancora più tempo per instaurare il giusto feeling, ma adesso abbiamo una nostra linea di gioco convincente che ci ha permesso di figurare bene soprattutto in casa, sostenuti dal nostro pubblico».

Che dire del restante 60%?

«Che sconfitte come quelle di Massa e Alessano bruciano ancora molto perché erano squadre alla nostra portata e con quei sei punti in più ora saremmo al terzo posto. Abbiamo commesso troppi errori che dobbiamo assolutamente limare in modo definitivo. Non è presunzione, è la realtà che la nostra sia una squadra forte, ben attrezzata in ogni ruolo e che non debba temere nessuna avversaria. Peccato non aver concretizzato i risultati anche se sconfitte come quelle e Aversa sono parte integrante del percorso di crescita di cui abbiamo bisogno».

Lo starting-seven è ormai consolidato, anche se in banda la coppia Bellini-Ippolito a Siena ha trovato un valido aiuto nell’austriaco Koraimann.

«Uno dei nostri punti di forza è la panchina lunga dove, come ci diciamo sempre, chi finora ha giocato meno deve avere un po’ di pazienza aspettando l’occasione anche soltanto per un turno di battuta o un muro decisivo. Il livello degli allenamenti è molto alto e così tutti hanno l’opportunità di crescere».

Pur avendo perso, a Siena avete giocato con grinta: il mal di trasferta è passato?

«Ancora no e vogliamo tenercelo lì per avere la giusta rabbia per il girone di ritorno dove dovremo mostrare

un netto cambiamento fuori casa. Io stesso in attacco vorrei dare di più e saper trasmettere ancora meglio il senso del sacrificio ai più giovani: è il mio anno da capitano e sento molto la responsabilità di questo ruolo. Ora ci ripostiamo per ripartire poi a testa alta».
 

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