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La Reggiana fallisce l’esame di maturità

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La Reggiana fallisce l’esame di maturità

I granata si svegliano tardi e il Mestre si impone per 1 a 0

MESTRE. Se la partita di Mestre doveva essere l’esame di maturità per la Reggiana dopo l’ottima prestazione offerta contro il Vicenza dell’ex Alberto Colombo, i granata hanno fallito l’appuntamento. A Portogruaro contro il neo promosso Mestre la Reggiana cercava la continuità che fino a questo momento della stagione è mancata a Bovo e compagni e, ancora una volta, dopo aver fatto un passo in avanti ne sono stati fatti due indietro. Fin dal fischio d’inizio il Mestre ha mostrato in campo un’aggressività diversa rispetto ai granata che hanno lasciato il pallino del gioco in mano agli avversari, non riuscendo a trovare le giuste contromisure al cambio di campo che i padroni di casa hanno messo sempre in atto per i primi 45’ di gioco, trovando sempre impreparati Bobb e Ghiringhelli, nonostante durante la settimana i due tecnici Max La Rosa e Andrea Tedeschi avessero insistito tanto sulla copertura da attuare da parte del centrocampista gambiano.

A Portogruaro la Reggiana era chiamata a dare un segnale concreto dopo l’ottima gara di lunedì contro il Vicenza, per dimostrare che quella partita non è stato solamente un fuoco di paglia, ma che avrebbe potuto davvero dare vita ad un nuovo campionato per la squadra granata, iniziando una rincorsa verso le zone alte della classifica, zone per le quali questa squadra è stata costruita durante l’estate e alle quali la società ambisce. Invece è arrivato un nuovo passo falso che ha evidenziato ancora una volta i limiti di questa squadra che continua a viaggiare sulle montagne russe. La fiducia che i tecnici Max La Rosa e Andrea Tedeschi avevano riposto nell’undici iniziale che lunedì scorso ha letteralmente dato una lezione di calcio alla corazzata Vicenza, è stata tradita da un primo tempo in cui la Reggiana è stata in balia degli avversari, soffrendo quell’aggressività e voglia di superare gli avversari che dovrebbero essere caratteristiche fondamentali di una squadra che vuole reagire ad un difficile inizio di stagione. Invece la Reggiana si è svegliata tardi, solamente nella ripresa, quando però il risultato era già compromesso e rincorrere l’avversario diventa molto più difficile. E se giocatori come Altinier e Cesarini di divorano letteralmente le occasioni per rimettere in equilibrio la gara allora tutto diventa più difficile. E allora bisogna ricominciare a lavorare a testa bassa con la consapevolezza che il “malato” Reggiana non è ancora guarito, perché le gare non si vincono solamente con il blasone o con il nome della squadra che si porta sulla maglia. Serve mettere sulterreno di gioco grinta e voglia di sacrificarsi per i propri compagni, caratteristiche queste che non si possono accendere e spegnere ad intermittenza, ma devono essere sempre messe in campo dal primo minuto fino al triplice fischio del direttore di gara. Solamente così si può ritrovare quella costanza di rendimento che in questa nuova stagione la squadra sembra avere letteralmente smarrito. La partita di Portogruaro doveva servire per alimentare quella fiamma di entusiasmo che la partita di lunedì sera aveva riacceso, dopo molte settimane
di delusioni, e invece si è fallito proprio nel momento in cui la squadra è stata chiamata a dare un segno di maturità. Da oggi si deve tornare a lavorare a testa bassa perchè la stagione è molto lunga e il tempo per rimettersi in carreggiata c’è,se non si sciupano altre occasioni.

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