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Il deb Leo Candi: «A Sassari per rinascere»

Il giovane play dopo l’esordio in Eurocup: «Contro il Buducnost è mancata la cattiveria»

REGGIO EMILIA. Stagione importante. Esordio nel massimo campionato italiano e, dopo un paio di settimane, per la prima volta a disputare una competizione europea. Un inizio che potrebbe impensierire molti, non Leo Candi. Il giovane bolognese sta dimostrando giorno dopo giorno quanto i suoi 20 anni siano tutt’altro che un ostacolo sul suo percorso. Il carattere, la professionalità, l’energia e le attitudini mentali stanno permettendo al giovane playmaker di rispondere presente a tutte le sfide proposte da coach Menetti, ultima di queste il lancio in quintetto nel recente esordio in Eurocup a Podgorica. Una gara che la Grissin Bon ha rimesso in piedi dopo un inizio difficoltoso e che per alcuni minuti è sembrata vicina a conquistare prima del crollo nel secondo tempo.

Candi, cosa è mancato per compiere l’impresa?

«La cattiveria. Abbiamo giocato bene i quarti centrali e solo alcuni minuti sparsi nel primo e nell’ultimo periodo, ma questo non basta. Per vincere partite di questa intensità servono più solidità e forza per restare uniti tutto l’incontro. Quando arriveremo a mettere in campo tutta la nostra voglia per l’intera durata della partita avremo raggiunto un grande obiettivo. A quel punto saremo davvero competitivi».

La Grissin Bon cosa porta a casa di positivo da questo primo viaggio in Europa?

«Rimane viva una grande consapevolezza in noi, quella di essere una squadra che lavora duro. Sono ormai più di due mesi che ci alleniamo con grandissima intensità e non si deve mai abbassare in noi la sicurezza di farlo nella giusta direzione. Stiamo tutti crescendo, individualmente e in gruppo, e questo è l’importante. Anche Wright, ultimo arrivato nel gruppo, sta alzando tantissimo il livello. Per lunghi minuti siamo stati a un passo dall’espugnare un campo importante come quello del Buducnost, poi è mancato qualcosa. Dobbiamo continuare a lavorare con la determinazione giusta per aggiungere questo tassello mancante».

Quale sarà il ricordo della prima trasferta in Eurocup? «Non ero mai stato in Montenegro e poche volte avevo vissuto giorni così intensi. Abbiamo viaggiato, siamo arrivati a Podgorica e subito ad allenarsi in vista della partita. Dopo poche ore dall’incontro eravamo già in aereo per rientrare. È un ritmo incalzante, ma assolutamente ricco di stimoli e che mi riempie di positività».

Esordio in Eurocup e subito in quintetto…

«Ho vissuto questa responsabilità non come un peso, ma come una grande opportunità. Quando c’è serenità ci sono possibilità di fare bene, per me e per il gruppo. È alla squadra che penso. Ora dobbiamo andare avanti e fare della difesa la nostra arma. Con la giusta fame nella nostra metà campo troveremo ritmo anche in attacco».

Ora si guarda alla trasferta di Sassari. Con che mentalità?

«Si va in Sardegna consapevoli di incontrare

una delle grandi forze del campionato impegnate nelle competizioni europee. Sarà un grande banco di prova. Una grande prestazione e portare a casa una vittoria saranno di fondamentale importanza per la classifica e per il morale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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