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«All’Nba non penso adesso voglio vincere un’altra Bundesliga» 

Nicolò Melli, sotto la lente di diverse franchigie, in città «Il Brose ai playoff parte di rincorsa, come la Grissin Bon»

REGGIO EMILIA. Toccata e fuga. Nicolò Melli è rimasto per tre giorni a Reggio, la sua città, prima di tornare in Germania e ributtarsi anima e corpo in Bundesliga.
Una carriera in crescita costante, quella del reggianissimo talento - uno dei migliori prodotti di sempre della cantera biancorossa - volato in Germania due stagioni or sono per vincere con il Brose Bamberg del tecnico Andrea Trinchieri. Due annate magiche, le sue, che potrebbero lanciarlo verso una grandissima d’Eurolega e forse forse anche oltreoceano.
Fissi su di lui non ci sono infatti solo gli occhi delle big d’Europa. Per tutta la stagione s’è registrata a Brose Arena la costante presenza di scouts Nba.
Sogno realizzabile approdare nel campionato americano?
«Fa piacere sapere che il proprio lavoro venga apprezzato. Per due mesi però non voglio pensare al mio futuro. La mia concentrazione sarà tutta sulla volata finale della stagione. Poi si vedrà...».
Ma un pensierino all’Nba, l’avrà pur fatto...
«No, davvero. A oggi la priorità resta il campionato tedesco e finirlo al meglio».
All’estate azzurra, invece, sta pensando?
«Sì. Spero proprio di essere abile e arruolabile per l’Europeo che è una bella manifestazione in cui speriamo che l’Italia faccia bene, al di là dell’amarezza che è rimasta dopo la scorsa estate. Ho sentito Ettore Messina un paio di volte durante la stagione tramite messaggini, ma lui è giustamente concentrato sul suo campionato e io sul mio. Ho invece incontrato il suo staff a Milano, quando con il Brose sono venuto a giocare in Eurolega. Abbiamo scambiato due chiacchere e basta».
Sta seguendo il campionato italiano? Domenica si giocherà EA7-Grissin Bon, una gara speciale per lei...
«Vedo ancora Milano la grande favorita, come è stato negli ultimi anni. Reggio ancora in finale? Se avrà una griglia favorevole, può farcela».
Come giudica la stagione della Grissin Bon?
«Ha avuto alti e bassi, ma è normale che ci siano durante il campionato. Io credo che abbia tutte le qualità necessarie per far bene. Non ho incontrato nessuno in questi pochi giorni in cui sono rimasto a Reggio. Non ho voluto farlo proprio per ricaricare le pile prima della mia partenza per la Germania».
Quanto ha pesato per Reggio non giocare in Europa?
«Non conosco tutti i dettagli della vicenda e credo che sia uscito sia soltanto una parte di ciò che è realmente accaduto. Mi spiace che le questioni politiche abbiano prevalso su quelle sportive. Mi spiace per i ragazzi e per lo staff che avevano conquistato sul campo la possibilità di giocare una coppa e poi non l’hanno potuta disputare. Poi sono nel mondo del basket e so bene che la politica c’è...».
Lei ha disputato la nuova Eurolega. Migliore o peggiore rispetto al passato?
«La nuova formula ha permesso di alzare il livello. Con gare così ravvicinate, non c’è tempo per allenarsi, tutti gli aggiustamenti tattici arrivano ad assumere una valenza minore rispetto a quanto sanno esprimere i giocatori in gara. Adesso che abbiamo concluso la nostra Eurolega siamo concentrati sul campionato. Quello tedesco è serio e c’è una progettualità ben definita. Mi aspettano
i due mesi più importanti. Ho fiducia nel mio team, anche se quest’anno non avremo il fattore campo a favore e partiremo di rincorsa. Quello che accadrà anche alla Grissin Bon? È possibile. E non mi dispiacerebbe se entrambe alla fine vincessero il campionato».
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