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«Accolto al meglio con un piatto di cappelletti»

Sergio Contessa era già stato vicino ai granata in estate: «Ora proviamo a colmare il gap con le prime»

REGGIO EMILIA. «Lo cercavamo in estate ma il Lecce aveva già un preaccordo col ragazzo». Con queste parole Andrea Grammatica a introdotto l’ultimo arrivato del mercato invernale Sergio Contessa. «È un terzino sinistro che fa della spinta una delle caratteristiche migliori -continua il ds granata- un rinforzo riavvicinatosi a metà gennaio quando si sono aperti spiragli a Lecce abbiamo virato su di lui affondando il colpo. È abituato a campionati di vertice, ultimamente in piazze infuocate del sud come Lecce o Juve Stabia, e ci darà agonismo oltre che qualità in più è pronto per giocare avendo disputato le ultime gare». Il 26enne di Francavilla Fontana di Reggio ha subito apprezzato… i cappelletti. «Sia ds che tecnico mi volevano -esordisce il brindisino-, qui potrò giocare con maggior continuità e vogliamo provare a ricucire la distanza con le prime. Provarci è scontato anche se ci sono diversi punti da recuperare, ma intanto pensiamo a fare risultato domenica dopo domenica».

Prime sensazioni a Reggio?

"La prima sera sono stato accolto con i cappelletti per essere subito a mio agio. La squadra ha qualità, conoscevo Sbaffo dai tempi della Reggina che ho sentito al telefono a cosa ormai fatta, altri li conoscevo per amicizie comuni o per averli affrontati».

Che tipo di giocatore è?

«Sulla corsia di sinistra ho corsa, spinta, cross e faccio assist per gli attaccanti mentre pecco un po’ nella fase difensiva. Nelle squadre che sfruttano il possesso palla però tutti i difetti vengono limitati dal collettivo».

È un peso il fatto di essere stato richiesto dal tecnico?

«È motivo d’orgoglio, con obbligo di ricambiarlo sul campo».

È pentito di non essere venuto subito a Reggio?

«È stata una scelta di cuore. Sono cresciuto a 35km da Lecce, sentivo un senso di appartenenza per una piazza ambita in Lega Pro. Col senno di poi, non direi che è stata sbagliata perché mi ha aiutato a crescere».

La pressione dei tifosi nel girone C è diversa?

«Non vedo più

grandi differenze tra Reggio e piazze calde del sud, qualcosa è cambiato anche lì. Giocare al nord con stadi meno affollati può facilitare ma non ci farò caso".

Sente già aria di derby?

«Qua, come giù, ci si tiene a queste gare perciò devono essere onorate». (j.p.)

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