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«È un onore fare il capitano della Reggiana»

Alessandro Spanò, il giovane... veterano «La difesa lavora con grande attenzione»

VILLA MINOZZO. Sabato pomeriggio, alla prima sgambata stagionale, è sceso in campo con la fascia da capitano al braccio e ha trovato subito anche la via del gol, con il suo marchio di fabbrica, colpo di testa sugli sviluppi di un calcio. Alessandro Spanò nonostante sia un classe ’94 è uno dei leader di questa nuova Reggiana che si appresta ad esordire nelle sfide ufficiali della stagione 2016/17 domenica sul campo della FeralpiSalò.

Il difensore granata, probabile capitano designato, è convinto che nonostante l'inversione del campo i tifosi faranno sentire il proprio calore alla squadra, come già avvenuto sabato scorso.

Si riparte con la fascia da capitano al braccio e dal primo gol stagionale?

«Non li ritengo degli elementi troppo importanti al momento, perché stiamo lavorando su altri aspetti, poi chiaramente trovare il gol fa sempre piacere».

Come trova sempre lo spunto del gol?

«E’ questione di tempismo, come lo riporto in fase difensivo anche in avanti riesco a sfruttare al meglio l’esplosività nelle brevi distanze e, questo aspetto, mi favorisce».

La fascia da capitano però è un indicazione senz’altro significativa...

«Sì, però non mi condiziona, ho giocato tranquillamente senza per due anni e credo che non sia la fascia a determinare il gioco di un giocatore. Un capitano è capitano anche senza la fascia al braccio e, a chiunque andrà, dovrà onorarla nel migliore dei modi perché essere il capitano della Reggiana deve essere un onore».

Uno dei reparti più sotto osservazione in questo momento è la difesa.

«Ci stiamo soffermando principalmente sulla fase tattica più che sul lavoro di impostazione e c'è un’attenzione maniacale su tutto il reparto perché tutta la squadra, ma principalmente la difesa, deve lavorare con un blocco unico. Stiamo lavorando con grande attenzione per arrivare pronti all'inizio del campionato».

Si sente uno dei leader di questa squadra?

«Ci sono tanti giovani e a me piace, al di la delle età, dare dei consiglio quando posso, così come li ricevo dagli stessi giovani, dal mister e dai compagni più esperti. Penso che all'interno di una squadra tutti si debbano aiutare l’un l'altro per poter crescere».

La partita di domenica sarà il primo vero test per vedere a che punto è questa Reggiana?

«Sarà un test impegnativo contro un avversario che potremmo ritrovare in campionato, ma noi vogliamo guardare solo a noi stessi in questo momento del ritiro».

Il FeralpiSalò è una delle formazioni ambiziose della Lega Pro?

«Sì, l’anno scorso credo che fosse una delle formazioni che esprimevano il miglior calcio nel nostro girone, al di là del risultato nelle nostre sfide in cui, in entrambi i casi, è stato condizionato da episodi a noi favorevoli. Credo che questa prosisma sfida ci debba dare degli ulteriori stimoli per disputarla al meglio».

Nonostante l’inversione del campo, domenica si aspetta tanti tifosi a Salò?

«I nostri tifosi non ci hanno mai fatto mancare il loro apporto e in tutte le occasioni ci hanno

già dimostrato di essere l’uomo in più in campo. Sono convinto che in tutte le trasferte che faremo ci faranno sentire il loro calore e hanno già dato prova del loro sostegno sabato scorso in occasione della prima amichevole. Non ce lo aspettavamo ed è stato molto bello vederli così numerosi».

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