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PODISMO

«Escluso dal Mondiale per ripicche personali»

L’ultramaratoneta Antonio Tallarita si sfoga: «Escludere Di Palma era già un’ingiustizia, la mia è ancora più offensiva e non ci sono spiegazioni»

REGGIO EMILIA. E' enorme la delusione per Antonio Tallarita, pluripremiato e plurititolato atleta della Podistica Biasola che non prenderà parte ai Campionati Europei e Mondiali della 24 ore di corsa che si terranno sabato 11 e domenica 12 aprile 2015 al Parco Ruffini di Torino.

Un evento nato sotto i peggiori auspici e confermato dalla Fidal solamente lunedì 31 marzo: i dubbi sull'organizzazione sono stati forti e contingenti fino a pochi giorni fa a causa di problemi economici degli organizzatori de “Il Giro d’Italia Run”. L’organizzazione è stata possibile grazie all’impegno della Fidal e del Cus Torino che si sono fatti carico di completare tutte le attività in soli 10 giorni.

Dalla convocazione all’evento iridato sono stati esclusi i due ultramaratoneti reggiani Ciro Di Palma ed Antonio Tallarita: se per Di Palma la scelta insensata della Iuta era già stata resa nota nelle scorse settimane, più a sorpresa l'esclusione di Tallarita, per il quale in un primo momento la partecipazione al quarto mondiale sembrava un dato di fatto.

Ufficialmente non si conoscono le motivazioni: la Iuta non ha risposto alla richiesta ufficiale di spiegazioni fatta dal presidente della Podistica Biasola Giuliano Mainini, ma è invece chiara ai due ultramaratoneti che si sono visti messi da parte. Non esiste una motivazione tecnica, né l'esclusione è riconducibile allo stato di salute dei due atleti che hanno superato le visite mediche fatte a gennaio presso il Ctr di Reggio in occasione del raduno degli atleti di interesse nazionale da uno staff medico guidato dal dottor Roberto Citarella.

Alla base dell’esclusione per Ciro Di Palma quasi sicuramente ci sono delle “mancate simpatie” personali con il tecnico Sergio Orsi mentre per Tallarita l’esclusione sembra dovuta ad un confronto “duro” avuto con lo stesso Orsi e con il segretario Iuta Scevaroli in occasione del raduno pre- mondiale di Cantalupa.

Nei giorni precedente l’incontro, Tallarita in una intervista rilasciata proprio sulle pagine della Gazzetta di Reggio aveva preso le difese di Di Palma: dal confronto dei risultati ottenuti in gare della 24 ore o similari ed i criteri di selezione predisposti dalla Iuta l’atleta reggiano poteva rientrare nella lista dei convocati.

«Se il Comitato Tecnico avesse adottato anche solo uno dei 4 criteri previsti nella selezione – rimarca Tallarita – Di Palma sarebbe stato convocato; invece sono prevalse le ripicche personali. Non si può escludere un atleta che ha sacrificato 2 anni lavorando sodo, che ha speso tempo ed energia solo perche a pelle “non è simpatico”. E’ una cultura del favoritismo che deve prima o poi scomparire e che bisogna avere la forza e la voglia di combattere».

«Di Palma – prosegue il maratoneta reggiani – per i suoi risultati tecnici, aveva tutti i diritti di partecipare al raduno pre-mondiale e da lì magari essere escluso (per chilometri percorsi era l’ultimo dei nove componenti della squadra), ma escluderlo dai 13 convocati è stata una vera ingiustizia. La mia esclusione è ancora più offensiva se si pensa che sono considerato un Top Runner, titolo per il quale bisogna avere un personale sulla 24 ore di almeno 220 km: il 2 giugno 2014 alla 24 ore di Padova la distanza che ho coperto è stata di 226.353 km. La motivazione non è chiara. C’è chi parla di questioni anagrafiche per i miei 55 anni e c'è chi dice che la mia esclusione nasca dal malessere creato per aver difeso Di Palma e cercato di scavare nella sua mancata

convocazione».

«E’ vero – conclude Tallarita – che bisogna dare spazio ai giovani e io sono il primo a dirlo ma addurre questa la scusa a pochi giorni dal mondiale mi sembra proprio una grande provocazione e soprattutto un'enorme ingiustizia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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