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Macaluso, un acero con radici reggiane

Sparita la Palfinger, il canadese giocherà a San Marino: «Ma Reggio è diventata la mia città, farò il pendolare»

REGGIO.

Paul Macaluso, il campione italo-americano che da anni vive nella nostra città, dopo le vacanze natalizie in California con la fidanzata Valentina Bellesia è rientrato a Reggio dove resterà sino all'inizio della preparazione con il San Marino; il suo nuovo club.

Dopo lo stupendo campionato Ibl dello scorso anno, cosa ha provato quando a saputo che Reggio nnon avrebbe più gatto la squadra?

«Dispiacere. La squadra in questi anni ha fatto molti progressi però quando il main sponsor ti abbandona, la crescita si ferma. La famiglia del Reggio Baseball mi ha dato tanto in tutti questi anni, spero di poter tornare presto perché credo che il baseball qui abbia ancora un futuro».

Quali sono le problematiche del baseball in Italia?

«Manca ancora una visione più imprenditoriale; non dico che l'Ibl debba diventare come la Major League americana, ma sarebbe intelligente cercare di prendere spunto da quello che fanno a livello di college».

Quali persone la legano a Reggio e cosa pensa di questa città?

«Prima di tutto Valentina, la mia fidanzata. Poi tutti gli amici che in questi anni ho conosciuto e non per ultimi il presidente Graziella Casali e il dirigente Franco Gozzi che mi hanno sempre trattato come un figlio. Reggio mi è entrata nel cuore, mi sento un reggiano a tutti gli effetti».

Perché la scelta della T&A San Marino?

«Tre scudetti in tre stagioni e la possibilità di giocare la Coppa Campioni; cercherò di dividermi tra la Repubblica del Titano e Reggio, conciliando il mio lavoro di insegnante con gli impegni di baseball».

Un messaggio per il Reggio Baseball?

«Gli auguro di tornare ad essere protagonista a livello nazionale il prima possibile. Spero che qualche sponsor si faccia avanti non solo per investire denaro ma per portare avanti un progetto per il futuro di questo bellissimo sport».

«Il

prossimo passo dovrebbe essere focalizzato nel far diventare il baseball una piccola realtà "aziendale" attraverso merchandising, vendita di biglietti e pubblicità che, sono sicuro, porterebbero giovani allo stadio ed una maggior attenzione da parte della città».

Matteo Spadoni

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