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«Porto la Riese nella storia poi farò ritorno a casa»

Prima categoria, il bomber Umberto Salvati ha fatto una promessa a se stesso «Dopo 8 anni è giusto lasciare ma a maggio vorrei festeggiare la promozione»

RIESE. Umberto Salvati, capocannoniere del girone C di Prima con la sua Riese, ha una missione: lasciare quella che per otto anni è stata la sua casa con un'altra promozione, questa volta storica. «E' il mio ultimo anno a Rio _ spiega infatti Salvati _ perché abito a Fiorano e a luglio faccio 32 anni. Alla società l'ho già detto, ora spero di chiudere nel miglior modo possibile, regalando per la prima volta la Promozione a questi colori».

La Riese ce la può fare?

«L'unico problema è che ne va su una e il Biancazzurra è molto forte: secondo me ce la giocheremo con loro, forse si possono inserire Gattatico e Nonantola».

Il Reggiolo?

«Brutta partenza, ha pescato in Promozione ed Eccellenza, ma abituarsi alla Prima non è facile».

Voi, che siete una neopromossa, come avete fatto?

«Non ho mai giocato in una squadra così forte. Negli ultimi due anni a Rio si è cambiato marcia: prima si guardava il giocatore, ora si guarda anche l'uomo, in squadra c'è gente seria e i risultati sono cambiati».

Con Bonissone come va?

«Ho giocato con tanti attaccanti e ho sempre corso per loro: quest'anno, per la prima volta, è il contrario. Sapevo che Marc era un ottimo giocatore, ma per facilità di corsa e spirito di sacrificio mi ha stupito».

Soddisfatto del suo bottino personale?

«Ho fatto otto gol e preso tre pali, tutto senza rigori e punizioni. Mister Artoni prima di ogni partita prova a convincermi, ma non c'è niente da fare».

Perché?

«Non sono capace: l'ultima volta sul dischetto è stato col Quattro Ville, sul 3-0 per noi, e ho sbagliato».

Non è lei il capitano della Riese...

«Lo stesso discorso: mi hanno dato la fascia per due volte, e per due volte mi sono fatto espellere, con squalifica raddoppiata. Ho capito che non era il caso».

Come mai non si è mai spostato da Rio?

«Mi son sempre trovato bene. Ogni anni col presidente Bertazzoni ci scambiamo due battute: lui mi chiede se ci sono anche l'anno prossimo e io dico

sì. Ma questo è l'ultimo».

Sicuro?

«Non mi faccio convincere, ho due figlie e ci sono troppi chilometri di mezzo. Spero solo di lasciarli in Promozione, voglio che questo gruppo entri nella storia della Riese».

Fabio Varini

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