Il coach Luca Cantagalli: «Saranno come sempre i risultati ma anche un buon gioco a ridare entusiasmo ai reggiani»
REGGIO
Luca Cantagalli si trova, per la prima volta in carriera, al Pala Bigi da padrone di casa: l'ex schiacciatore cavriaghese, che ha legato la propria carriera di giocatore a Modena, società con cui ha vinto sette scudetti e otto coppe dei campioni, ora allena la squadra della sua città, quel Volley Tricolore (nato dalla fusione di Cavriago e Correggio) che si è radunato ieri al palazzetto di Reggio. «Si apre una nuova avventura _ spiega Cantagalli _ che per me rappresenta una grossa novità: in via Guasco ho giocato sempre e solo da avversario. Ci sono anche elementi di continuità, visto che a Cavriago ho iniziato e terminato la mia carriera da giocatore. Per me insomma è anche un ritorno all'origine e un motivo d'orgoglio: torno ad allenare dopo un periodo di pausa, sono consapevole del fatto che si tratta di un'occasione importante a livello personale».
Perché si era allontanato dalla panchina?
«Principalmente perché non c'erano situazioni che mi interessavano e che incontravano le mie idee. Ci fosse stata qualche buona opportunità sarei tornato in sella anche prima, lo farò adesso con il Volley Tricolore».
Allenare la squadra della sua città è un peso o uno stimolo?
«Per me non fa alcuna differenza, non la vedo né come un problema né come una risorsa».
A fine maggio, quando è stato annunciato, si era posto l'obiettivo di un campionato di metà classifica. A distanza di due mesi conferma quelle parole?
«Chiaro che dobbiamo cercare di vincere tutte le gare, a prescindere dal nostro obiettivo: la mia idea è che possa essere quello e che ci si possa ritagliare delle soddisfazione».
Che torneo si aspetta?
«Non ho ancora studiato approfonditamente i roster delle varie squadre. Padova è l'unica società che parte con l'obiettivo dichiarato della promozione, tutte le altre, almeno a parole, si dicono attrezzate per il centroclassifica: vuol dire che sarà un campionato estremamente equilibrato».
Pensa che questa fusione possa motivare ulteriormente il pubblico di Reggio a riempire il palazzetto?
«Credo che la differenza, come da tutte le parti, la facciano principalmente i risultati: se sono buoni la gente viene, altrimenti sta a casa. La mia intenzione è di proporre una pallavolo divertente, la gente a Reggio è sempre stata estremamente ricettiva e non credo che smetterà di esserlo: abbiamo la concorrenza del basket, promosso nella massima serie, ma non voglio vederlo come un problema».
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