L’allenatore può permettersi il lusso di modificare il progetto iniziale della difesa a tre potenziando l’attacco
di Wainer Magnani
REGGIO
Nella Reggiana di Romano Fogli bastò l’inserimento di Ezio Galasso per cambiare volto alla squadra per poi proiettarla verso la serie B. D’accordo, non sarà la stessa cosa con l’avvento in granata di Marco Cabeccia (oggi il difensore si aggregherà ai nuovi compagni) ma l’innesto in organico dell’ex spallino potrà offrire a Zauli e Lanna la possibilità di avere una variante tattica fondamentale e che potrà incidere nell’assetto difensivo ma anche a centrocampo e in attacco. Non avrà una rilevanza ai fini della classifica perché ormai i granata sono nel limbo e difficilmente potranno schiudersi nuovi orizzonti. Ma è una nuova impostazione tattica che avrà importanti logiche.
Stiamo parlando della scelta del nuovo corso granata di rispolverare la difesa a cinque e di conseguenza l’accoppiata d’attacco Alessi-Rossi. Un assetto difensivo che aveva dato buoni risultati in diverse partite sia sotto la gestione Mangone (Lumezzane) ma soprattutto con Zauli, vedi i successi con Pavia e Monza.
Nelle sfide contro Benevento e Como l’idea iniziale era stata la stessa ma poi la disposizione dei campani e l’espulsione di Spezzani al Sinigaglia avevano costretto il tecnico Zauli a tornare alla difesa a quattro, evidenziando tutte le magagne che Mangone aveva già riscontrato, dato che in organico c’è mai stato un sostituto ideale di D’Alessandro. Poi si dovrà anche fare una riflessione su questa operazione di mercato, perché non vi è dubbio che ha portato soldi (150mila euro) nelle casse granata ma quanto è costata in termini di punti e anche finanziarmente alla Reggiana? Per vendere D’Alessandro si è gettato al vento tutto il progetto tattico estivo, si è speso soldi per l’ingaggio di Matteini e ora di Cabeccia. Forse valeva la pena tenere D’Alessandro.
Ma torniamo al tema principale: con l’ingaggio di Cabeccia questo deficit viene azzerato. Ora Zauli può pensare a una difesa a quattro avendo due esterni che sanno fare la fase difensiva e offensiva. Ma c’è di più. L’allenatore avrà ampie alternative basta pensare a Sperotto o Panizzi per la fascia sinistra, Magliocchetti o Mei come centrali di sinistra; Aya o Zini come centrale di destra; Cabeccia o Iraci come esterno destro. Poter schierare la difesa a quattro significa controbattere sul piano tattico gli avversari che usano il tridente (non sarà il caso del Foligno) ma soprattutto avere la possibilità, pur mantendo il triangolo a centrocampo di giocare con due punte (Rossi, Gurma o Matteini) più Alessi oppure una punta (Rossi) più Alessi e un altro centrocampista offensivo come Ardizzone o lo stesso Matteini. Non è un particolare tattico di poco conto, prima di tutto perché eleva la competizione tra i difensori e nello stesso tempo concede maggiori possibilità di utilizzo a chi con l’avvento di Zauli ha avuto poco spazio. Il riferimento è, ad esempio, a Mario Gurma o allo stesso Matteini. L’unica nota negativa è che questo organico, ceduto Esposito, non ha gli esterni di centrocampo e dunque difficilmente può applicare il classico 4-4-2 a meno che non si voglia utilizzare due terzini offensivi (Panizzi e iraci) come esterni di centrocampo.