Calcetto Csi, singolare protesta di Imbriani nei confronti di un avversario che lo insultava
REGGIO
Non è stato un gesto sportivo ma di sicuro singolare quello di Emanuele Imbriani, nato rugbista e convertitosi poi al calcio a cinque: da chi è cresciuto a palla ovale e fair play, mete e terzi tempi ci si aspetterebbe un altro tipo di considerazione degli avversari; ma è stato una reazione talmente inaspettato e clamoroso da strappare una risata anche all’arbitro. E’ successo domenica sera, durante Black Flame-Bac Ca5, partita della serie C del campionato Csi di calcetto. I Black Flame, la squadra di Imbriani, stanno conducendo 8-6 e la gara è agli sgoccioli: il direttore di gara concede un tiro libero agli ospiti, annunciando però che dopo la battuta della punizione la partita sarebbe terminata. «Io ho iniziato a esultare _ spiega Imbriani _ perché si trattava della nostra seconda vittoria in campionato. Per il momento siamo ultimi, ma abbiamo ancora qualche possibilità di salvarci, per noi è stato un successo importante». I festeggiamenti anticipati di Imbriani non sono però piaciuti agli avversari.
«Io stavo esultando per i fatti miei ma evidentemente hanno interpretato il tutto come uno sfottò nei loro confronti. Perciò, invece di battere il piazzato, hanno iniziato a insultarmi e a prendermi in giro: sono entrati in campo anche i componenti della panchina e sono andati avanti per un po’, mentre l’arbitro faceva finta di nulla». A quel punto Imbriani ha pensato bene di rispondere nella maniera più imprevedibile. «Mi sono calato braghe e mutande e ho detto loro che mi potevano pure baciare il culo. Perché l’ho fatto? A dire la verità non so spiegarlo, è stata una reazione di tipo nervoso, non è che ci sono stato a pensare tanto su. So che è un gesto sbagliato e che me lo potevo risparmiare».
«L’arbitro _ continua a raccontare Imbriani _ sulle prime si è messo a ridere. Poi mi ha espulso e mi ha spiegato che prenderò almeno due giornate di squalifica. Ci tengo a sottolineare _ conclude il giocatore _ che l’episodio non ha avuto alcun seguito: non c’è stata violenza né da parte mia né da parte degli avversari».
Fabio Varini