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Violenza al pronto soccorso Poliziotto aggredito e ferito

Un uomo di 56 anni ha tentato di strappare la pistola d’ordinanza all’agente Alcuni pazienti hanno placato la furia dell’assalitore, uno ha brandito un estintore

REGGIO EMILIA

Pugni, un corpo a corpo brutale, un uomo che cerca di strappare la pistola a un poliziotto, un paziente che cerca di difendere l’agente brandendo un estintore, i pazienti che infine pongono fine all’aggressione facendo da scudo alla divisa.

Sono le sequenze della scena accaduta ieri mattina al pronto soccorso del Santa Maria, dove un uomo ha dato in escandescenze aggredendo un agente di 53 anni in servizio al posto di polizia. Antonio Pucci, crotonese di 56 anni, ha preso a pug ...

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REGGIO EMILIA

Pugni, un corpo a corpo brutale, un uomo che cerca di strappare la pistola a un poliziotto, un paziente che cerca di difendere l’agente brandendo un estintore, i pazienti che infine pongono fine all’aggressione facendo da scudo alla divisa.

Sono le sequenze della scena accaduta ieri mattina al pronto soccorso del Santa Maria, dove un uomo ha dato in escandescenze aggredendo un agente di 53 anni in servizio al posto di polizia. Antonio Pucci, crotonese di 56 anni, ha preso a pugni il poliziotto, lo ha inseguito per i corridoi tentando di sottrargli l’arma di ordinanza e lo ha spintonato. Solo l’intervento dei colleghi della questura ha posto fine al parapiglia, con il responsabile che è stato inseguito e preso all’esterno.



Un assalto senza esclusione di colpi, che si è concluso con le manette scattate ai polsi del calabrese: l’uomo è stato arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Il prologo risale alle 11.30 all’interno dell’ufficio di polizia situato al pianterreno, a pochi metri dal triage del pronto soccorso, dove un poliziotto di 53 anni, abitualmente assegnato al presidio ospedaliero, era intento a completare un verbale; di fronte a lui era seduto il 56enne che, all’improvviso e senza alcuna ragione apparente, gli è saltato addosso, cercando di colpirlo con una gragnuola di pugni.

Il poliziotto, colto di sorpresa, ha cercato di sottrarsi alla furia uscendo dalla stanza, ma è stato inseguito dall’aggressore che, minacciandolo di morte, lo ha tallonato cercando il contatto fisico e tentando a più riprese di impossessarsi dell’arma d’ordinanza. L’agente ha pensato anzitutto a difendere l’arma (ha dunque pensato prima di tutto all’incolumità delle altre persone) e il corpo a corpo in movimento è andato avanti per alcuni interminabili secondi. L’aggredito non ha potuto far altro che cercare di parare i colpi.



La lotta è stata complicata dall’intervento di un altro paziente, un habitué del pronto soccorso, che ha perfino afferrato un estintore per difendere il poliziotto, a suo dire gentile nei suoi confronti tanto da offrirgli spesso il caffè; una “difesa” che non ha fatto altro che aumentare il caos. Ad un certo punto del combattimento l’agente è caduto per terra e alcuni cittadini, in attesa di essere visitati, vedendo il malcapitato in difficoltà lo hanno attorniato, facendogli in parte da scudo: solo allora l’aggressore ha deciso di desistere, infilando la porta e fuggendo dal pronto soccorso.

Nel frattempo l’arrivo sul posto delle volanti, chiamate dal personale sanitario e da diversi cittadini allarmati, ha messo fine alla baraonda. Il responsabile è stato inseguito a piedi all’esterno del nosocomio e un agente, che conosceva l’uomo per i suoi trascorsi, lo ha persuaso a fermarsi.

«Preferiamo non intervenire in una vicenda che avrà risvolti legali», ha dichiarato la dirigenza dell’arcispedale. L’agente, in seguito soccorso, ha rimediato lussazioni alle dita e ai polsi: è stato necessario mettere fasce e stecche ad entrambe le mani. La prognosi di guarigione è di 12 giorni. —