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West Nile, un secondo paziente colpito dal virus

Un uomo di mezza età ricoverato all’ospedale di Reggio, le sue condizioni non sono preoccupanti. Le linee guida dell’Ausl

GUASTALLA

È un uomo di mezza età residente nella Bassa (distretto Ausl di Guastalla) il secondo reggiano colpito dalla West Nile, virus trasmesso all’uomo dalla zanzara comune. L’uomo è ricoverato al Santa Maria Nuova di Reggio e le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Lo comunica l’Ausl di Reggio Emilia rendendo noto che sono stati inoltre riscontrati due casi asintomatici in due donatori di sangue.

L’azienda sanitaria locale rinnova dunque le raccomandazioni circa i comportamenti uti ...

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GUASTALLA

È un uomo di mezza età residente nella Bassa (distretto Ausl di Guastalla) il secondo reggiano colpito dalla West Nile, virus trasmesso all’uomo dalla zanzara comune. L’uomo è ricoverato al Santa Maria Nuova di Reggio e le sue condizioni non destano preoccupazioni.

Lo comunica l’Ausl di Reggio Emilia rendendo noto che sono stati inoltre riscontrati due casi asintomatici in due donatori di sangue.

L’azienda sanitaria locale rinnova dunque le raccomandazioni circa i comportamenti utili a prevenire la diffusione dell’infezione virale e proteggere soprattutto le persone più deboli (anziani, bambini, portatori di patologie croniche e debilitanti). Nonché le prassi di igiene ambientale necessarie per limitare la proliferazione delle zanzare.

La responsabile della diffusione del virus è la Culex pipiens ovvero la zanzara comune, che è ormai accertato, essere il vettore principale nella trasmissione tra animali (nel caso della West Nile gli uccelli selvatici) e uomo. Anche se non è escluso che un ruolo, ancora non accertato, possa averlo pure la zanzara tigre.

In entrambi i casi si tratta di insetti molto comuni nel nostro territorio dove, di fatto, l’infezione virale è presente ormai da qualche tempo.

A maggior ragione restano valide tutte le indicazioni del caso: utilizzare propellenti e creme contro le zanzare – da applicare anche sul cuoio capelluto –, proteggere finestre e porte con le zanzariere, indossare indumenti scuri (quelli chiari e colorati attirano il fastidioso insetto come anche i profumi, pure quelli di cosmetici e creme). Avere maggiori riguardi per neonati, bambini e anziani.

In merito alle creme propellenti l’Ausl precisa che, applicate sulla cute, ostacolano il raggiungimento della pelle da parte della zanzara, impedendo ai sensori delle zanzare di intercettare i vasi sanguigni. Inoltre occorre ripetere il trattamento a distanza di qualche ora, ovviamente evitando le mucose (labbra, bocca), gli occhi, la cute abrasa.

In quanto ai ristagni di acqua, che sono assolutamente da evitare, attenzione perché l’acqua va gettata nel terreno, dove le larve moriranno, e non nei tombini, dove invece sopravvivono fino a diventare zanzare adulte. Per arginarne la proliferazione è bene trattare ogni 20 giorni con prodotti antilarvali tombini e raccolte di acqua stagnante. —