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Frodi e riciclaggio, la rete di imprese in Italia e all’estero: ecco le aziende del sistema Foroni

L’organigramma ricostruito dopo la perquisizione alla New Line: soldi e documenti nella stanza segreta dietro una libreria

REGGIO EMILIA. Aziende finite, vecchie, di supporto esterno, di supporto. E poi: computer, ricambi, plastica, edilizia, biciclette, ferro, elettrico, logistica, abbigliamento. Un arcipelago di società che, pur senza ricoprire cariche, secondo gli inquirenti sono riconducibili al 49enne di Castelnovo Sotto, Maurizio Foroni, minuziosamente elencate e catalogate per ciascun settore, fino a costituire quel sistema a delinquere che comprendeva prestanome, consulenti, imprenditori, professionisti ...

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REGGIO EMILIA. Aziende finite, vecchie, di supporto esterno, di supporto. E poi: computer, ricambi, plastica, edilizia, biciclette, ferro, elettrico, logistica, abbigliamento. Un arcipelago di società che, pur senza ricoprire cariche, secondo gli inquirenti sono riconducibili al 49enne di Castelnovo Sotto, Maurizio Foroni, minuziosamente elencate e catalogate per ciascun settore, fino a costituire quel sistema a delinquere che comprendeva prestanome, consulenti, imprenditori, professionisti ed esperti contabili, portato a galla dagli uomini della Guardia di Finanza di Reggio e Bologna, coordinati dalla pm, Valentina Salvi.



Operazione Evasion Bluffing. È questo il nome della maxi-inchiesta che, dopo il blitz di giovedì, ha portato al sequestro preventivo per equivalente di 234 milioni: 110 indagati in tutta Italia, 15 raggiunti da misura patrimoniale, per un sequestro che ha riguardato 114 fabbricati, 38 terreni, 48 veicoli, quote di partecipazione in società e conti correnti bancari in una quarantina di istituti di credito, con circa 900 milioni di fatture false accertate e decine di aziende coinvolte. Una rete ricostruita dagli inquirenti nel corso delle indagini, avviate nel 2011 dopo la denuncia di un imprenditore che non voleva più prestare il fianco alle attività illecite.

È il 2015 quando Foroni è infatti al centro di un’altra operazione della Finanza, questa volta di Modena. Si tratta dell’operazione Plafond, quando gli uomini delle Fiamme Gialle hanno scoperto nella sede della New Line, dichiarata fallita nello stesso anno, una libreria “mobile” che si poteva spostare su binari tramite un motorino elettrico: una stanza occulta dove vengono ritrovati oltre 100mila euro in mazzette da 50 e 100 euro, timbri riconducibili a società coinvolte nel meccanismo fraudolento, nonché documentazione ritenuta all’epoca di notevole interesse investigativo, tra cui gli organigrammi di società riconducibili all’organizzazione, i soggetti coinvolti e il ruolo di ciascuno.

È il ritrovamento che segna la svolta. È qui che viene scoperto il foglio, secondo gli inquirenti in disponibilità di Foroni, che permette di ricostruire l’intero reticolo societario dell’organizzazione finito anche in Evasion Bluffing.

Un sistema che conta aziende vere o presunte anche con sede all’estero, fondamentali per il meccanismo di frode dell’Iva. Fra quelle indicate come “finite”, compaiono la Coemi Srl (con sede in Inghilterra e sede precedente a Modena), la Nord Nolo srl e la Escama srl (cessate e con sede a Lavis, in provincia di Trento), l’Emilia Trading srl, che da Reggio ha spostato in seguito la sede in Gran Bretagna e in Irlanda del Nord. E poi: Abipi srl di Alseno, in provincia di Piacenza (cessata), Antonio Masiero spa di Budrio (fallita), la Kores Spa di Milano (fallita), la Style Tyle srl di Rubiera, la Sefraglia srl (risultata inesistente) la Vita srl (da Reggio trasferita in Gran Bretagna).

In una colonna sono indicate le società definite “vecchie”: Erredi Max Italia, con sede a Parma (dichiarata fallita), la Polysac Italiana (cessata, aveva sede in piazza San Marco a Venezia), la Transco srl di Reggio, la Man Plast spa (cessata dopo lo spostamento da Soliera a Roma), l’Alfa srl di Reggio. Fra le società di supporto esterne, la Meccano srl, la G&G srl con sede nel Bresciano, la Elleservice di Reggio, la Carer srl di Trento, la Dueffe Elettronica srl di Casalgrande, l’Alpimac di Trento (cessata), la Gi-Da srl di Reggio, l’Agorà srl con sede a Londra, la Bonelli Immobiliare, la D&D Ltd (con sede nel Northanntptonshire), la All Blacks srl di Milano, la Glv Services 2 di Formigine, la Orme srl di Trento.

Di supporto anche la Ica srl di Cattolica, la BServizi srl di Reggio, la Belog srl di Reggio, la Dde srl, Infomedia srl di Bologna, la Idea srl di Boilogna, la Ariko srl di San Mauro Pascoli (Fc), la Later Immobiliare di Reggio e la Parma Impianti di Solignano. Per quanto riguarda i settori, nel foglio compare la stessa New Line di via Kennedy, indicata nella categoria “computer” al pari della Shp srl Param (dichiarata fallita) e la Ellegi 2 di Torino. Nel settore “ricambi”, la Dieffe Ricambi srl di Montecchio, mentre nella “plastica” ci sono la Progeny srl di Parma, la Laminati srl di Venezia, la Mtp di Torino.

Sul versante “edilizia”, la Eurobi srl, per le “biciclette” la Iron Way con sede in piazza della Vittoria, per il “ferro” Acw e Gmz Lamiere di Bomporto e la Officina Pro-Mec srl di Serramazzoni. E poi G&T srl di Reggio (“logistica”), con Fashion and Building srl di Soliera e Ez fashion srl di Reggio nell’abbigliamento. Alcune aziende formalmente sono in fallimento. —