Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Brescello, “Paese di don Camillo e Peppone” da mesi è senza il Cda. Saccani: «Il ritardo del sindaco nella decisione comporta gravi rischi» 

Fondazione senza vertici. L’opposizione lo segnala al difensore civico.

BRESCELLO. Torna alla ribalta la questione relativa alla fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, che si occupa della gestione del sistema museale, della promozione turistica e dell’accoglienza dei visitatori. A tre mesi dall’insediamento del nuovo consiglio comunale e della nuova giunta, non sono ancora stati nominati i componenti del Consiglio di amministrazione. La capogruppo di “Brescello riparte”, Maria Cristina Saccani, ha inviato una segnalazione al difensore civico regionale.

«Dop ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

BRESCELLO. Torna alla ribalta la questione relativa alla fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, che si occupa della gestione del sistema museale, della promozione turistica e dell’accoglienza dei visitatori. A tre mesi dall’insediamento del nuovo consiglio comunale e della nuova giunta, non sono ancora stati nominati i componenti del Consiglio di amministrazione. La capogruppo di “Brescello riparte”, Maria Cristina Saccani, ha inviato una segnalazione al difensore civico regionale.

«Dopo la richiesta di nomina dei componenti delCda della Fondazione e la mancanza di una risposta da parte del sindaco – spiega il gruppo di opposizione in una nota – è stata segnalata la vacanza dell'organo direttivo della fondazione dopo che sono abbondantemente scaduti i 45 giorni previsti dalla legge per il rinnovo del Cda stesso. In particolare, si chiede che in assenza di nomine venga scelto dalla Regione un commissario per guidare la Fondazione».

La Saccani ricorda che già il 12 luglio era stata fornita la terna dei nominativi fra i quali scegliere il consigliere indicato dalle minoranze, così come recita lo statuto e come richiesto dallo stesso sindaco; e che il 20 luglio «il sindaco chiedeva integrazione con l’invio del curriculum vitae dei nominativi indicati».

Il 27 agosto la Saccani ha poi inviato al sindaco «un sollecito della nomina dell’organo amministrativo, ricordando che l’omissione comporta rischi nella gestione e nel controllo dell’organismo».

Fino all’elezione del sindaco lo scorso 10 giugno il cda era composto dai commissari straordinari Antonio Oriolo e Giacomo Di Matteo e dal funzionario del settore Cultura del Comune, Massimo Berni, che oggi non risultano più amministratori.

Nata nel 2010 con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale di Brescello, oltre che di diffondere la cultura, negli anni scorsi la Fondazione venne presieduta dall’attuale sindaco Elena Benassi, che venne poi rimossa nel corso della gestione commissariale in quanto, da regolamento, il presidente dell’ente deve restare in carica per la stessa durata del sindaco (l’allora primo cittadino Marcello Coffrini si era dimesso a seguito delle polemiche sorte dopo le sue dichiarazioni su Grande Aracri).

La nomina del Cda è stata al centro del confronto all’interno dell’attuale giunta, che in questi mesi si è messa al lavoro per individuare il profilo migliore per guidare la fondazione, chiamata a gestire numeri importanti: Brescello, dati alla mano, rimane infatti uno dei Comuni reggiani con il maggiore afflusso di turisti e, a seconda degli anni, le visite oscillano intorno alle 30mila presenze annuali, molte delle quali straniere, grazie alla fama internazionale di Giovannino Guareschi.

A quanto risulta, anche negli ultimi giorni il sindaco Elena Benassi ha incontrato alcuni “papabili” e tutto lascia pensare che la scelta sia ormai matura. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di affidare la conduzione della Fondazione a una figura di valore, con le qualità necessarie per gestire una delle voci più significative dell’economia brescellese. —