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Il 24 ottobre Aemilia alla prova definitiva della Cassazione

Attesa per il giudizio di legittimità nel processo di Bologna Il verdetto riguarda tra gli altri l’avvocato Giuseppe Pagliani

REGGIO EMILIA

L’inchiesta Aemilia alla prova del terzo grado di giudizio per gli imputati condannati in secondo grado con rito abbreviato: è stata infatti fissata la data del processo di Cassazione. È quella del 24 ottobre prossimo alle 10, presso la V sezione della Corte suprema.

IL TERZO GRADO

Si tratta di un giudizio di legittimità, che dovrà stabilire se il processo si è svolto secondo le regole.

Una sentenza di peso, anche per il processo con rito ordinario che va avanti nell’aula bunker d ...

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REGGIO EMILIA

L’inchiesta Aemilia alla prova del terzo grado di giudizio per gli imputati condannati in secondo grado con rito abbreviato: è stata infatti fissata la data del processo di Cassazione. È quella del 24 ottobre prossimo alle 10, presso la V sezione della Corte suprema.

IL TERZO GRADO

Si tratta di un giudizio di legittimità, che dovrà stabilire se il processo si è svolto secondo le regole.

Una sentenza di peso, anche per il processo con rito ordinario che va avanti nell’aula bunker di Reggio Emilia e che è alle battute finali: proprio questo giovedì riprenderanno infatti le udienze e la sentenza di primo grado è attesa fra la metà e la fine di ottobre. E anche qui il tema della legittimità è già stato spesso posto all’attenzione da parte degli avvocati difensori.

Avanza, dunque, il momento per l’ultimo definitivo verdetto per una serie di condannati di peso che hanno proposto il ricorso (molte anche le parti civili ricorrenti). A partire dal boss di Cutro Nicolino Grande Aracri condannato a sei anni e otto mesi, a nomi considerati referenti del clan in terra emiliana come Alfonso Diletto (condannato a 14 anni), Romolo Villirillo (12 anni), Antonio Gualtieri (12 anni), Francesco Lamanna (12 anni) e Nicolino Sarcone (15 anni).

IL GIUDIZIO

Ma si tratta di un pronunciamento importante, quello che arriverà dalla Corte di Cassazione, anche - per fare qualche nome - per l’avvocato ed esponente politico di Forza Italia Giuseppe Pagliani: assolto in primo grado, è stato condannato in secondo a quattro anni per concorso esterno. E per il poliziotto che era in servizio in questura a Reggio Emilia Domenico Mesiano (8 anni e sei mesi).

Attende il terzo grado anche un altro poliziotto, della questura di Catanzaro, Antonio Cianflone, condannato anche in secondo grado a 8 anni e 6 mesi. E poi ci sono il giornalista Marco Gibertini (9 anni e 4 mesi), il funzionario del Comune di Finale Emilia Giulio Gerrini (2 anni e 4 mesi), unico funzionario della pubblica amministrazione coinvolto in Aemilia, l’imprenditore Giovanni Vecchi e la compagna Patrizia Patricelli (4 anni e 10 mesi), la commercialista bolognese Roberta Tattini (8 anni e 8 mesi).

L’INCHIESTA DELLA DDA

La sentenza di Cassazione, dunque, quando arriverà dirà la parola definitiva sulla presenza dell’ndrangheta in Emilia Romagna.

È questo il fulcro dell’inchiesta della Dda di Bologna che, con i pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, ha teorizzato per la prima volta la presenza di una locale autonoma dalla casa madre calabrese nel territorio emiliano, capace di penetrare nei vari ambiti della società civile. —

ELISA PEDERZOLI

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