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Il 13enne voleva attraversare ed è stato falciato dalla Fiat Panda

Cavriago, ricostruita la dinamica dell’incidente mortale L’auto della guardia giurata viaggiava a velocità sostenuta

CAVRIAGO  Gabriele stava facendo un giro in bicicletta, nella campagna di Cavriago. E chissà quante altre volte aveva fatto quel percorso. Pedalava veloce, sulla sua bici bianca, lungo via Cantonazzo, poi c’era da attraversare la provinciale 62, via dei Prati Vecchi, per approdare dall’altra parte, un tratto di strada chiuso al traffico veicolare ma percorribile dalle bici e dai pedoni.

Ed è lì, in quell’incrocio, che il destino ha incontrato Gabriele, 13 anni, un ragazzo solare e appassionat ...

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CAVRIAGO  Gabriele stava facendo un giro in bicicletta, nella campagna di Cavriago. E chissà quante altre volte aveva fatto quel percorso. Pedalava veloce, sulla sua bici bianca, lungo via Cantonazzo, poi c’era da attraversare la provinciale 62, via dei Prati Vecchi, per approdare dall’altra parte, un tratto di strada chiuso al traffico veicolare ma percorribile dalle bici e dai pedoni.

Ed è lì, in quell’incrocio, che il destino ha incontrato Gabriele, 13 anni, un ragazzo solare e appassionato di basket, e gli ha portato via la vita.

Mentre Gabriele Tiricola, domenica verso le 15.30, ha iniziato quella manovra che portava con sé un margine di pericolo. È arrivata a velocità sostenuta, forse troppo, la Fiat Panda dell’istituto di vigilanza Coopservice, con alla guida una guardia giurata di 31 anni, che ha preso in pieno, senza nemmeno un accenno di frenata, la bicicletta di Gabriele. Il resto, è dramma.

Il ragazzino è volato. L’impatto è stato talmente devastante che ha sfondato il parabrezza dell’auto e ha proseguito quella corsa senza speranza lungo il tettuccio della macchina, trascinando via il lampeggiante, fino a esaurire la spinta e a precipitare a lato della strada. Ma per Gabriele, a quel punto, nulla avrebbe più potuto essere fatto.

È questa – salvo variazioni che potranno emergere dalle indagini – la dinamica dell’incidente mortale sulla quale lavorano da due giorni gli agenti della polizia stradale di Guastalla, intervenuti per i rilievi: uno scontro fronto-laterale, avvenuto sulla destra della carreggiata, nemmeno troppo difficile da mettere a fuoco come dinamica. A volte accade così, è l’assurda banalità del male.

Per qualche dettaglio in più – il fascicolo ora è in mano al sostituto procuratore Giulia Stignani – si dovrà attendere l’acquisizione dei dati della “scatola nera”, il dispositivo che registra qualsiasi manovra dell’auto, montata sulla Fiat Panda dell’istituto di vigilanza.

Poi, per avere un quadro il più completo possibile, verranno conclusi gli interrogatori dei testimoni.

Forse Gabriele, che abitava in via Antica a Codemondo, a poche centinaia di metri di distanza dal punto nel quale è stato investito, ha azzardato una manovra pericolosa perché in quel punto non ci sono attraversamenti protetti della provinciale, lungo la quale il limite di velocità è a 70 chilometri orari. Di certo, però, la Panda è arrivata a una velocità tale da non consentire margini di manovra. Impossibile non travolgere qualsiasi ostacolo si fosse presentato davanti all’auto.

Sotto shock anche l’investitore, la guardia giurata che pare abbia gridato, nell’immediatezza dell’impatto, «Non l’ho visto, non l’ho visto».

A carico del 31enne non ci sarebbe, per il momento, alcuna denuncia perché la polizia stradale, prima di inviare gli atti, attende i risultati delle indagini mediche compiute già domenica. Il primo è arrivato: l’uomo è risultato “pulito” nel test alcolemico. Ora si attende il secondo, per il quale occorre un po’ più di tempo: l’indagine attraverso la quale si accerta l’ingestione di droghe.

Ma gli investigatori sono convinti che il risultato sarà negativo, per la seconda volta. Le cause dell’incidente, in questo caso, vanno cercate altrove: velocità, attenzione, riflessi, incoscienza. —