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«Deflusso minimo vitale per la qualità dell’Enza»

CANOSSA«La Regione rivolge grande attenzione alle problematiche produttive ed ambientali della Val d’Enza».Lo affermano gli assessori regionali Paola Gazzolo (Ambiente) e Simona Caselli (Agricoltura)...

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«La Regione rivolge grande attenzione alle problematiche produttive ed ambientali della Val d’Enza».

Lo affermano gli assessori regionali Paola Gazzolo (Ambiente) e Simona Caselli (Agricoltura) nella lettera con la quale la Regione risponde alla richiesta del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale che, con il suo commissario straordinario, ha chiesto una nuova valutazione in deroga al deflusso minimo vitale (Dmv) per l’Enza».

«A riprova di ciò – proseguono Caselli e Gazzolo – abbiam ...

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«La Regione rivolge grande attenzione alle problematiche produttive ed ambientali della Val d’Enza».

Lo affermano gli assessori regionali Paola Gazzolo (Ambiente) e Simona Caselli (Agricoltura) nella lettera con la quale la Regione risponde alla richiesta del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale che, con il suo commissario straordinario, ha chiesto una nuova valutazione in deroga al deflusso minimo vitale (Dmv) per l’Enza».

«A riprova di ciò – proseguono Caselli e Gazzolo – abbiamo finanziato con 300 mila euro del bilancio regionale nuove attività da affidare all’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po sia per la sperimentazione del Dmv in corsi d’acqua che presentano una grande variabilità stagionale delle condizioni idrologiche tipiche di fiumi a carattere torrentizio come l’Enza, sia per la realizzazione di uno studio di fattibilità per dare soluzioni strategiche e non episodiche ai problemi irrigui della Valle, secondo le proposte avanzate dal Tavolo tecnico Enza».

Nello specifico dei temi sollevati dal Consorzio, Caselli e Gazzolo sottolineano che la Regione «ritiene i prati stabili irrigui una coltura da salvaguardare sia per i suoi valori ambientali che per l'importanza che riveste nella filiera del Parmigiano Reggiano, e proprio per questo, con il Piano di sviluppo rurale (Psr), abbiamo finanziato misure per la conservazione e progetti di innovazione e valorizzazione, come il Gruppo Operativo Prati-CO».

Infine, sulle richieste di deroga non concesse, si evidenzia che «la Regione non solo deve rispondere a stringenti norme comunitarie e nazionali, ma che la situazione meteo-climatica certificata da Arpae e ratificata dall’Osservatorio permanente sugli usi idrici non consente scelte differenti poiché “non ci sono circostanze critiche eccezionali” . Esiste inoltre la possibilità, per questo territorio, di utilizzare anche risorse idriche sotterranee».

«La poca acqua che scorre nell’Enza, portata all’attenzione della stampa reggiana dall’Associazione dei consorzi di miglioramento – aggiungono in margine Caselli e Gazzolo – non è di poco valore: si chiama deflusso minimo vitale perché contribuisce a una qualità ambientale che dà valore al territorio, così come alla nostra agricoltura e ai suoi prodotti». —

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