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Inaccettabile aggressione sessista e razzista senza che nessuno muovesse un dito

TESTIMONIANZASEGUE DALLA PRIMAAutista e controllori muti. Corriera delle 16.30 di sabato 28 luglio, sulla stessa tratta nei pressi di Casina, sale il più giovane dei due. Si siede nei primi posti...

TESTIMONIANZA

SEGUE DALLA PRIMA

Autista e controllori muti.

Corriera delle 16.30 di sabato 28 luglio, sulla stessa tratta nei pressi di Casina, sale il più giovane dei due. Si siede nei primi posti davanti e inizia a parlare con l’autista e un altro passeggero.

Sembrava che entrambi lo conoscessero piuttosto bene.

Ridono delle sue battute, stessi intercalari: “ciao vè! Vai a puttane oggi?”. Di nuovo salgono ragazzi di colore e lui, cercando alleati con cui ridere, si gira verso i passeggeri e in ...

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TESTIMONIANZA

SEGUE DALLA PRIMA

Autista e controllori muti.

Corriera delle 16.30 di sabato 28 luglio, sulla stessa tratta nei pressi di Casina, sale il più giovane dei due. Si siede nei primi posti davanti e inizia a parlare con l’autista e un altro passeggero.

Sembrava che entrambi lo conoscessero piuttosto bene.

Ridono delle sue battute, stessi intercalari: “ciao vè! Vai a puttane oggi?”. Di nuovo salgono ragazzi di colore e lui, cercando alleati con cui ridere, si gira verso i passeggeri e indicandoli dice: “visto quanti bingo bongo? Eh, bingo bongo hai il biglietto?”.

Arrivati quasi a Reggio salgono due controllori. Assistono allo spettacolo ma non dicono niente, nemmeno quando a Baragalla un giovane passeggero di colore urla al conducente: “ferma!”; aveva prenotato la discesa ma la corriera aveva saltato la fermata. Il lurido personaggio urla: “non fare scendere quel bingo bongo... uh, devo stare attento perché sennò mi danno del razzista”.

Non è accettabile rimanere muti e indifferenti di fronte a simili comportamenti. Il personale di Seta avrà assistito evidentemente decine di volte a questo spettacolo ingiurioso, sessista, razzista.

Sarebbe loro dovere tutelare passeggeri e segnalare queste situazioni intollerabili.

E i viaggiatori che facevano? Quando B. ha tentato di coinvolgere quelli seduti accanto, azzardando un “facciamoli scendere”, alcuni di loro si sono girati verso il finestrino, imbarazzati e attenti a non interessarsene. Pochi ridevano a certe battute, solo una donna anziana si è seduta in fondo alla corriera schifata, ammutolita.

Potremmo raccontare tanti altri episodi come questi, chissà quante volte sarà capitato anche a voi di ascoltare simili offese o essere voi stesse vittime di attacchi del genere.

A chiunque di noi è successo e potrà capitare ancora se non si inizia a tracciare una linea netta oltre la quale scatta la reazione collettiva di tutte e tutti.

Dietro al movimento internazionale #MeToo, che l’8 marzo scorso in Italia abbiamo ribattezzato #Wetoogether, deve crescere una piena consapevolezza di ciò che dobbiamo combattere ogni giorno: la violenza manifesta dei femminicidi e degli stupri (anche a Reggio stiamo assistendo a una inquietante escalation di queste forme di violenza estrema contro le donne) e la violenza, meno visibile ma altrettanto devastante, che ci colpisce nel quotidiano.

E non basta parlare genericamente di oppressione di genere, poiché questa oppressione assume forme diverse a seconda dell’appartenenza di classe, dello status sociale, della cittadinanza e della religione, del colore della pelle.

Non Una Di Meno dichiara apertamente la sua più totale ostilità nei confronti di simili episodi e persone e invita Seta ad attuare verifiche e controlli perché tali fatti non debbano più verificarsi in futuro, prendendo provvedimenti in linea con il ruolo pubblico e di servizio a cui dovrebbe attenersi.

Ma invitiamo anche cittadine e cittadini a segnalarci e denunciare questi comportamenti; basta sessismo, razzismo, violenza di genere, rompiamo il silenzio. Scriveteci all’indirizzo nonunadimeno.reggioemilia@gmail.com

NON UNA DI MENO

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