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Croce rossa, tre prefabbricati per la nuova sede

Posati insieme al modulo che diventerà il magazzino della protezione civile. Un’operazione da due milioni

scandiano

È terminata la prima fase della costruzione della nuova sede della Croce Rossa di Scandiano nella zona di Chiozza.

Il prefabbricato che costituisce la parte principale dell’edificio è stato posato e sistemato, con i suoi tre moduli di diversa capienza, larghezza ed ampiezza. È presentate anche una parte rialzata, di circa sei metri, che verrà sfruttata come magazzino per le scorte alimentari e per il materiale della protezione civile, da accumulare su scaffalature pensate per massim ...

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È terminata la prima fase della costruzione della nuova sede della Croce Rossa di Scandiano nella zona di Chiozza.

Il prefabbricato che costituisce la parte principale dell’edificio è stato posato e sistemato, con i suoi tre moduli di diversa capienza, larghezza ed ampiezza. È presentate anche una parte rialzata, di circa sei metri, che verrà sfruttata come magazzino per le scorte alimentari e per il materiale della protezione civile, da accumulare su scaffalature pensate per massimizzare lo stoccaggio.



Il complesso ospiterà infatti non solo la casa della Croce Rossa ma anche il polo di zona di protezione civile con rispettivo magazzino, unificandosi con il polo attualmente funzionante a Casalgrande. La zona scelta è quella di Chiozza, alla primissima periferia di Scandiano capoluogo, perché garantisce un rapidissimo inserimento sulle principali strade che attraversano il territorio, dalla Pedemontana all’ex statale. A settembre partirà la seconda parte dei lavori, quella dedicata alla realizzazione dell'impiantistica e degli interni, da attrezzare e organizzare secondo le necessità operative dell’associazione.



L’operazione, da circa due milioni di euro complessivi, dovrebbe essere completata entro l’estate 2019. Il taglio del nastro del cantiere era avvenuto ufficialmente a inizio maggio alla presenza dell’ospite d’onore Stefano Bonaccini, il presidente della Regione Emilia-Romagna, ente che contribuirà al progetto con uno stanziamento di 350mila euro legati alla centrale di protezione civile. Nel giro di tre mesi e mezzo la parte strutturale prefabbricata è già pronta, adesso servirà tempo per le rifiniture, più complesse come tempistica. Senza contare che con l’inverno il ritmo dei lavori potrebbe fisiologicamente rallentare.



L’area di Chiozza, da quasi seimila metri quadri , è considerata strategica perché permette di inserirsi rapidamente sui principali assi viari della zona, verso Sassuolo come verso Reggio e Rubiera. Per quanto riguarda le risorse necessarie, oltre ai 350mila euro garantiti dalla Regione per il polo di protezione civile, sono già sicuri 50mila euro forniti dalla fondazione Manodori. Il resto della cifra sarà coperto dalla Cri scandianese con risorse proprie e con un mutuo speciale acceso col Credito Cooperativo, per arrivare ai due milioni necessari. La sede rinnovata sarà un passaggio importante per buona parte del distretto. La Cri opera ora in spazi ristretti mentre per la protezione civile sono presenti diversi piccoli poli di stoccaggio delle attrezzature e delle scorte. Il complesso di Chiozza permetterà una riorganizzazione più efficace di questo sistema. —