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Precipita in un dirupo, muore fungaiolo

L’incidente in Toscana al passo delle Radici. Caduta fatale di oltre cento metri per Luigi Gherardi, 75enne di Castellarano

CASTELLARANO

Ucciso da una caduta di oltre cento metri nel dirupo mentre va a funghi. Ha perso la vita mentre seguiva in montagna una delle sue grandi passioni, il 75enne Luigi Gherardi, originario dell’Appennino modenese e da decenni abitante di Castellarano. Gherardi è morto nei fitti boschi di Lame di Capraia nel comune lucchese di Pieve Fosciana nell’alta Lucchesia, nella zona fra Castelnuovo di Garfagnana e il passo delle Radici, il principale valico appenninico fra Modena e la Toscana ...

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CASTELLARANO

Ucciso da una caduta di oltre cento metri nel dirupo mentre va a funghi. Ha perso la vita mentre seguiva in montagna una delle sue grandi passioni, il 75enne Luigi Gherardi, originario dell’Appennino modenese e da decenni abitante di Castellarano. Gherardi è morto nei fitti boschi di Lame di Capraia nel comune lucchese di Pieve Fosciana nell’alta Lucchesia, nella zona fra Castelnuovo di Garfagnana e il passo delle Radici, il principale valico appenninico fra Modena e la Toscana. Assieme ad amici, come lui grandi cercatori di funghi, aveva fatto una trasferta oltre regione approfittando delle differenze nei permessi di ricerca: in Emilia il venerdì è un giorno vietato per la raccolta funghi, in Toscana no.



La comitiva era partita all’alba e alle 7 era da tempo nel bosco, in un’area di grande bellezza ma complessa da affrontare, segnata da fossi, boschi fitti e continui saliscendi. A quell’ora, il passaggio fatale. Gherardi è scivolato in un ripido dirupo a fianco del sentiero su cui stava camminando ed è caduto per oltre cento metri fra sassi, terra dura e sterpaglie. I traumi e gli impatti progressivi si sono accumulati durante la scivolata, sempre più violenti, e hanno provocato il decesso. Gli amici hanno dato subito l’allarme e la macchina dei soccorsi si è attivata rapidamente in mezzo alle difficoltà. Alle Lame di Capraia i cellulari hanno pochissima ricezione, ed è stato complesso comunicare efficacemente.



L’area è davvero selvatica, e per raggiungere il corpo gli addetti del Sast, il soccorso alpino toscano, hanno impiegato ore di delicatissime manovre in mezzo a una vegetazione fittissima. È stato necessario usare un elicottero, il Pegaso 3, da cui con un verricello sono stati calati in fondo al fosso i sanitari e gli operatori del Sast. Gherardi era già spirato, il medico e l’infermiere hanno constatato la morte per poi avviare le procedure di recupero della salma. Il campo base è stato fissato a Orto Murato, a pochi chilometri di distanza, dove si trova un distaccamento del soccorso alpino, e alle operazioni si sono uniti i carabinieri. E lì è stato portato il corpo. La magistratura ha messo subito la salma a disposizione della famiglia, dopo una semplice ricognizione esterna in Medicina legale: nessun dubbio sulla dinamica, confermata dalla testimonianza di un altro fungaiolo (non del gruppo di amici) che ha riferito di averlo visto distintamente mentre cadeva nel dirupo.



Gherardi era originario di Saltino di Prignano, nel Modenese, in una zona vicinissima alla vallata del Secchia. Da lì, come i suoi due fratelli, era disceso verso valle per lavorare nel distretto ceramico, scegliendo Castellarano come seconda casa e mantenendo comunque forti legami con il paese d’origine, distante poche decine di minuti di strada. Grandissimo appassionato di natura, era un accanito fungaiolo e un cacciatore, e una volta andato in pensione dedicava a questi amori gran parte del suo tempo. A Castellarano viveva in via del Mulino, in centro, in un condominio sul lato opposto della sede del Credem, e si occupava anche della manutenzione del giardino del complesso residenziale. Il figlio è un parrucchiere con un’attività a Sassuolo. Per il riconoscimento della salma la figlia ieri mattina si è recata nell’ospedale di Castelnuovo di Garfagnana. —