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In lutto anche Prignano

il casoLa presenza di un gruppo di fungaioli reggiani decine di chilometri di là del confine appenninico non è certo un’anomalia, in alta stagione di funghi. Da sempre i cercatori hanno attraversato...

il caso

La presenza di un gruppo di fungaioli reggiani decine di chilometri di là del confine appenninico non è certo un’anomalia, in alta stagione di funghi. Da sempre i cercatori hanno attraversato province e regioni seguendo le “vene” e i boschi più produttivi nei vari periodi, e fra l’Emilia e la Garfagnana in particolare c’è una profondissima tradizione in questo senso. Aiutata in maniera decisiva dalle differenze di regolamento nella raccolta. In Emilia ci sono due giorni di riposo forz ...

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La presenza di un gruppo di fungaioli reggiani decine di chilometri di là del confine appenninico non è certo un’anomalia, in alta stagione di funghi. Da sempre i cercatori hanno attraversato province e regioni seguendo le “vene” e i boschi più produttivi nei vari periodi, e fra l’Emilia e la Garfagnana in particolare c’è una profondissima tradizione in questo senso. Aiutata in maniera decisiva dalle differenze di regolamento nella raccolta. In Emilia ci sono due giorni di riposo forzati a settimana, il lunedì e il venerdì, in cui nessuno – residente o meno – può raccogliere funghi nei boschi. Di conseguenza, il lunedì e il venerdì sono diventati per tantissimi fungaioli i giorni perfetti per le trasferte in Toscana, in cui la legislazione in materia è diversa, e così la turnazione e le modalità di pagamento dei permessi.

La zona di Pieve Fosciana è una delle più battute, sfruttando il passo delle Radici che permette di risalire dall’Appennino reggiano e soprattutto da quello modenese in tempi relativamente comodi. Le altre direttrici sono quelle che portano verso Sillano, al di là del passo di Pradarena e di Ligonchio, e verso la Lunigiana, dopo il passo del Cerreto. Queste ultime due mete sono sfruttate principalmente dai reggiani, che usano i passi presenti nel loro territorio, mentre da Modena risulta più semplice puntare verso le Radici. Per una persona vissuta nella zona segnata dal corso del Secchia come Gherardi, la Garfagnana era la destinazione più frequente, ben conosciuta nei suoi boschi e nelle sue aree rurali segnate da una natura davvero dominante, progressivamente capace di divorare anche le poche tracce umane costruite con fatica nei secoli in Appennino. Le gite oltre regione sono per tante comitive di fungaioli un momento importante perché vissute come giornate di aggregazione in compagnia. Mentre nelle “vene” di casa ognuno procede per conto suo, e anzi protegge gelosamente i propri segreti, svalicando i gruppi di amici si organizzano non solo per la raccolta funghi ma per tappe gastronomiche con cui godersi qualche ora nei boschi assieme a persone che condividono la stessa fortissima passione. —

ADR.AR.

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