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Guastalla, identificato il cadavere nel Po: è un 40enne scomparso a gennaio

Si tratta di un 40enne che era scomparso a Salsomaggiore nel mese di gennaio. Ancora mistero sulle cause: la famiglia non ha mai creduto al gesto estremo

GUASTALLA. È ancora mistero sull’ultimo ritrovamento di un cadavere nel tratto reggiano del Po, che risale a cinque mesi fa e sul quale sono ancora numerosi gli interrogativi senza risposta.

Era il 14 marzo quando due pescatori locali mentre stavano navigando in barca, si accorsero di qualcosa di strano a qualche centinaio di metri dal lido Po di Guastalla, al confine tra le province di Reggio Emilia e Mantova: una figura scura che poi è stato accertato essere una persona, vestita con un paio ...

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GUASTALLA. È ancora mistero sull’ultimo ritrovamento di un cadavere nel tratto reggiano del Po, che risale a cinque mesi fa e sul quale sono ancora numerosi gli interrogativi senza risposta.

Era il 14 marzo quando due pescatori locali mentre stavano navigando in barca, si accorsero di qualcosa di strano a qualche centinaio di metri dal lido Po di Guastalla, al confine tra le province di Reggio Emilia e Mantova: una figura scura che poi è stato accertato essere una persona, vestita con un paio di jeans e un maglione verde.



C’erano voluti alcuni giorni, dopo i sopralluoghi dei carabinieri di Guastalla e di Viadana, per risalire all’identità di quel corpo, reso gonfio e quasi irriconoscibile dalla prolungata esposizione all’acqua: si trattava del 40enne ucraino Serhiy Burdenyuk, scomparso nel gennaio di quest’anno da Salsomaggiore, comune parmense. L’uomo era sparito nel nulla il 22 gennaio: nessuno aveva avuto più avuto contatti con lui da otto giorni, dopo che un collega di lavoro lo aveva lasciato al parcheggio del Conad di Fidenza dopo il turno all’interno di una lavanderia di Soragna.

LE RICERCHE. Anche la trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto?” aveva parlato della sua scomparsa in diverse occasioni, ma non erano mai emersi indizi che potessero in qualche modo aiutare a ricostruire le ultime ore del 40enne. Il riconoscimento toccò qualche giorno dopo il ritrovamento ai familiari, che confermarono che il corpo era quello dell’ucraino, ben inserito sia in paese che sul posto di lavoro.

L’inchiesta è stata condotta dalle autorità mantovane in quanto il luogo del ritrovamento, a pochi metri dal territorio di Dosolo, ricadeva sotto la provincia di Mantova ma non ha permesso di chiarire i tanti dubbi legati a questa morte.

Sul corpo, infatti, non erano presenti segni di violenza e dunque non è stato possibile stabilire come l’uomo sia arrivato in acqua, oltretutto a così tanti chilometri di distanza dall’ultimo luogo in cui era stato visto.

LE CAUSE. In tutti questi mesi sono rimaste in piedi tutte le piste, compresa quella del gesto estremo, anche se i conoscenti e i familiari escludono questa ipotesi, in quanto nulla lasciava presagire una scelta di questo tipo da parte del 40enne, che non ha lasciato nessun tipo di biglietto. Non si può nemmeno escludere la disgrazia, anche se resta da appurare in che modo Burdenyuk sia finito nel Po.

L’ultimo caso di annegamento, invece, risale invece a un anno prima. Domenica 16 aprile 2017 la 34enne cantante nigeriana Bebe Brown, residente a Parma, si immerse in acqua a Boretto. Dopo otto giorni di ricerche senza alcun esito, due pescatori ritrovarono il suo cadavere della 34enne nei pressi di Pomponesco (Mantova).