Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

La spiaggia scura del Grande Fiume una piccola Rimini in terra emiliana

In tanti d’estate scelgono ancora il Po per rinfrescarsi «Ma noi ne conosciamo i pericoli, gli stranieri purtroppo no»

Boretto

Mancano pochi giorni a Ferragosto e come ogni estate c’è anche chi, in mancanza di alternative, va in cerca di refrigerio sulle rive del Po a Boretto, sull’immensa lingua di sabbia che si forma a pochi metri di distanza del ponte che porta a Viadana.

Qui – con la capanna del “Re del Po” sullo sfondo - la spiaggia di Boretto continua a ospitare turisti che approfittano della tranquillità della zona per prendere il sole e immergere i piedi nel fiume. Al giorno d’oggi il Po, in termini d ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Boretto

Mancano pochi giorni a Ferragosto e come ogni estate c’è anche chi, in mancanza di alternative, va in cerca di refrigerio sulle rive del Po a Boretto, sull’immensa lingua di sabbia che si forma a pochi metri di distanza del ponte che porta a Viadana.

Qui – con la capanna del “Re del Po” sullo sfondo - la spiaggia di Boretto continua a ospitare turisti che approfittano della tranquillità della zona per prendere il sole e immergere i piedi nel fiume. Al giorno d’oggi il Po, in termini di qualità dell’acqua, non è più “inavvicinabile” come qualche anno fa: il fiume sta conoscendo un periodo di “rinascita”, ben lontano dai periodi nei quali il suo nome equivaleva a un sinonimo di inquinamento. Il ritorno di pesci che mancavano da decenni – come l’alborella o il persico reale – è un chiaro indicatore di come l’acqua, grazie all’attività dei depuratori, sia sensibilmente migliorata. Complice il periodo, non c'è la folla delle grandi occasioni, ma qua e là si notano gruppi di persone di ogni età che trascorrono il pomeriggio sotto a un ombrellone o coricati su un asciugamano, come avviene in riva al mare. In tutto, una ventina di persone circa. La maggioranza di questa è di origine straniera, per lo più dell'Est.

La loro frequentazione del fiume si limita a una breve immersione dei piedi, a un paio di metri dalla riva.



«Quando ne abbiamo la possibilità veniamo alla domenica – spiegano marito e moglie, che hanno con loro due bambini piccoli – e ci piace perché c'è molta libertà e non costa nulla». Poco più in là, un gruppo di “autoctoni” che frequentano abitualmente la spiaggia del Po, si tratta di due coppie provenienti dalla vicina provincia di Parma. «A noi piace venire qui, si sta molto bene – afferma Donatella Manfrini di Colorno - e non riusciremmo a frequentare le affollate spiagge dell’Adriatico dove non si riesce nemmeno a camminare dalla gente che c’è. Una volta anche qui c’erano le cabine e si faceva il bagno, poi da quando l’acqua si è inquinata è tutto finito. Noi veniamo qui da anni ma al massimo immergiamo le caviglie. Però noi siamo nati qui, e sappiamo come funziona: molto spesso gli stranieri invece sottovalutano il problema e si mettono nei guai».

«“C’è una grande pace – afferma Roberto Martelli di Mezzani - e questo posto permette di rilassarsi e staccare la spina per una giornata. Bisogna anche essere consapevoli che non ci si può approcciare all’acqua con troppa confidenza, le insidie sono dietro l’angolo. Si tratta di essere prudenti, il Po non è come il mare».



In linea teorica, chi fa il bagno nel fiume commette un’infrazione che andrebbe punita con una multa. Prima di accedere alla zona, infatti, diversi cartelli parlano chiaro. L'accesso dalla zona delle bonifiche è vietato, in quanto si tratta di area di scavi. Ma il divieto è facilmente aggirabile, basta percorrere qualche centinaio di metri e arrivare al fiume dal lato del museo dei Pontieri. Qui, il cartello di divieto di balneazione campeggia ben visibile (c'è anche una scritta in inglese che sottolinea il pericolo, “Danger”, seppur scolorita) ma viene spesso ignorato. È vero che spetta alle autorità vigilare affinchè l’ordinanza che impedisce la balneazione venga rispettata, ma è altrettanto palese che non si può pretendere da parte di carabinieri o polizia municipale (e non solo) un costante presidio: emergenze continue sul territorio e carenze di organico rendono impossibile un controllo puntuale. Spetterebbe ai bagnanti, invece, un minimo di buonsenso. —