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Mediopadana senza servizi al cittadino «Mancano le aree attrezzate per i bimbi»

Nella seconda parte dell’indagine della Gazzetta i problemi pratici della stazione: mobilità, comodità, cura delle famiglie

reggio emilia

Un’opportunità mancata, un contenitore senza contenuti, il progetto di un archistar abbandonato a un decadentismo decisionale che fa gridare allo spreco. La Mediopadana è tutto questo, ma potrebbe essere molto di più. I numeri dei viaggiatori che vi transitano sono in costante crescita e se questo enorme flusso da un milione e oltre di persone all’anno fosse sfruttato per sponsorizzare la tanto decantata reggianità, potrebbe essere la chiave di volta per raggiungere, e superare, ...

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reggio emilia

Un’opportunità mancata, un contenitore senza contenuti, il progetto di un archistar abbandonato a un decadentismo decisionale che fa gridare allo spreco. La Mediopadana è tutto questo, ma potrebbe essere molto di più. I numeri dei viaggiatori che vi transitano sono in costante crescita e se questo enorme flusso da un milione e oltre di persone all’anno fosse sfruttato per sponsorizzare la tanto decantata reggianità, potrebbe essere la chiave di volta per raggiungere, e superare, le tanto vicine eppure così lontane Modena e Parma.

questioni pratiche

Se nella prima parte di questa inchiesta, pubblicata ieri sulla Gazzetta di Reggio, ci siamo concentrati su questioni più culturali (turismo, mostre, identità enogastronomica), oggi tratteremo invece di tematiche più pratiche.

Dei famosi “servizi al cittadino”: mobilità, comodità, attenzione alle famiglie e alle categorie più bisognose di persone. E, partendo proprio da questi ultimi due punti, ciò che più colpisce alla Mediopadana è la totale assenza di servizi dedicati nello specifico ai bambini.

bambini dimenticati

E colpisce soprattutto per quello che aveva spiegato ieri il tassista Luciano Zambonini, e che val la pena oggi ribadire: «Molti turisti vengono a visitarci per Reggio Children». Viene da chiedersi cosa ne penserebbe Malaguzzi se, sceso da un Frecciarossa, dovesse scoprire che nella stazione fiore all’occhiello della sua città non ci sia nulla di pensato per i bambini. E non solo indicazioni e manifesti che pubblicizzino il centro internazionale che porta il suo nome, indicazione che tuttavia mancano tanto alla Mediopadana quanto alla stazione storica di piazzale Marconi, distante pochi metri dalla sede della Fondazione Reggio Children. «Mancano le aree attrezzate per i bambini – spiega la parmigiana Francesca Dattaro, appena scesa in stazione con due figli piccoli al seguito – che potrebbero essere davvero utili per noi mamme, così come i fasciatoi nei bagni ad esempio».

incubo parcheggi

Anche se non vi è nulla di più pratico che dover cambiare con urgenza il pannolino a un bambino dentro a una stazione, un alto problema assai pragmatico è quello, annoso, dei parcheggi. «Noi utilizziamo la Mediopadana abbastanza spesso – prosegue la Dattaro – più che altro per andare a trovare le famiglie. E vi assicuro che da com’era partito il progetto, la cosa che manca di più è il parcheggio. Parcheggiare è sempre un dramma.

problemi strutturali

Vi è, infine, la questione dei problemi strutturali che la creazione di Calatrava ha creato in questi anni. Partendo proprio dagli ultimi episodi di cedimenti, che hanno riguardato alcune lastre di vetro che ricoprono le vele della stazione. La manutenzione, in questo caso, fa capo a Fer, ma d’altronde il nostro scopo non è individuare un responsabile. Quanto, piuttosto, raccontare una milionaria opportunità sprecata. —

LEONARDO GRILLI

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