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Welfare, approvato un piano da 21 milioni di euro l’anno

Gli anziani presi in carico sono 1.700, un aumento del 50% nell’ultimo decennio Carletti: «Forti mutamenti sociali, ma regge il patrimonio di servizi e solidarietà» 

MONTECCHIO

Un piano di zona triennale per il welfare, cioè tutto ciò che riguarda la salute e il benessere sociale. È quanto hanno approvato il 27 luglio i sindaci dei Comuni dell’Unione Val d’Enza (Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio, Sant’Ilario e San Polo) e il direttore di Distretto Ausl di Montecchio. Nell’occasione, è stato approvato un Accordo di programma tra Unione e Ausl di Reggio Emilia che contiene tutte le principali attività sociali, sanitarie e sociosa ...

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MONTECCHIO

Un piano di zona triennale per il welfare, cioè tutto ciò che riguarda la salute e il benessere sociale. È quanto hanno approvato il 27 luglio i sindaci dei Comuni dell’Unione Val d’Enza (Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio, Sant’Ilario e San Polo) e il direttore di Distretto Ausl di Montecchio. Nell’occasione, è stato approvato un Accordo di programma tra Unione e Ausl di Reggio Emilia che contiene tutte le principali attività sociali, sanitarie e sociosanitarie previste per la Val d’Enza nel triennio.

LE CIFRE

Le risorse in campo sono imponenti: in tutto 20.895.550 euro per l’anno 2018, di cui 9.076.704 stanziati dai Comuni, 3.413.915 euro a carico dell’Ausl, 6.402.846 a carico del Fondo regionale per la non autosufficienza e il resto finanziato da altri fondi regionali e statali, in particolare collegati alle nuove misure a contrasto della povertà.

SERVIZI SOCIALI

Imponenti i numeri della presa in carico da parte dei servizi sociali: oltre 1.700 anziani, con un aumento del 50% nell’ultimo decennio; quasi 900 adulti inseriti in progetti di inclusione sociale, con numeri raddoppiati nello stesso periodo. Sono abbastanza stabili i numeri della presa in carico di persone con disabilità (212) e di minori in percorsi di tutela (1.125), anche se in questi ambiti si rileva un aumento di complessità delle situazioni familiari.

«Dai numeri – spiega Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano con delega alle politiche sociali per l’Unione – emerge un progressivo mutamento socioculturale all’interno della popolazione che ha cambiato la composizione delle famiglie, di un cambiamento del modello economico, con l’emersione di nuovi e complessi bisogni. Rispetto a questi fenomeni è stata decisiva la capacità dei Servizi e della comunità di rafforzare la collaborazione per sviluppare coesione sociale. Non sono solo gli enti pubblici, infatti, a investire su inclusione e benessere: è consistente la rete di progetti e attività portati avanti col supporto delle associazioni di volontariato, di promozione sociale e dei cittadini. Di ogni singola collaborazione si dà conto nelle 29 schede intervento del Piano, che descrivono le principali attività del territorio e le collaborazioni attivate per raggiungere gli obiettivi».

PIANO CONTRO LA POVERTA’

«All’interno del Piano di zona – prosegue Carletti – è stato redatto uno specifico Piano contro la povertà, nel quale viene dato conto in particolar modo della collaborazione con le Caritas e i centri di ascolto, all’interno di un quadro distrettuale per sviluppare gli interventi di sostegno alle situazioni più in difficoltà, anche in emergenza: ascolto, accoglienza, microprestiti ed altre forme di sostegno economico, distribuzione di generi di prima necessità, interventi educativi. Si tratta di un quadro veramente ricco, che rende conto di un territorio che si è attivato con tutti i mezzi per fare fronte ad un mutamento sociale importante, al quale si è data una risposta di presenza degli enti pubblici e di solidarietà della comunità. A questo si sommano alcuni innovativi interventi per l’inclusione lavorativa e sociale, finanziati dalla Regione e dallo Stato, che consentiranno di mettere in campo formazione, tirocini e altri progetti per facilitare l’uscita dalle situazioni di povertà». —

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