Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Reggio Emilia, fra i capannoni delle Reggiane il racket degli “affitti” abusivi

Un senzatetto ghanese denuncia la prevaricazione tra gli occupanti delle ex Officine: «I nigeriani chiedono 10-20 euro a chiunque voglia dormire qui»

REGGIO EMILIA. Un racket degli affitti abusivi, gestito da alcuni nigeriani dediti allo spaccio che pretendono una somma giornaliera per poter dormire in una stanza nei capannoni abbandonati. Spunta anche questo nel marasma delle ex Reggiane, il luogo dove si è consumato il secondo stupro, ai danni di una donna di origine ceca, nel giro di quattro giorni.

La testimonianza di un senzatetto delle Reggiane: "Paghiamo pe ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

REGGIO EMILIA. Un racket degli affitti abusivi, gestito da alcuni nigeriani dediti allo spaccio che pretendono una somma giornaliera per poter dormire in una stanza nei capannoni abbandonati. Spunta anche questo nel marasma delle ex Reggiane, il luogo dove si è consumato il secondo stupro, ai danni di una donna di origine ceca, nel giro di quattro giorni.

La testimonianza di un senzatetto delle Reggiane: "Paghiamo per i posti letto"

La denuncia arriva da alcuni degli occupanti che gravitano intorno all’area ad alto rischio di via Agosti. «Se vuoi dormire, devi pagare 10 o 20 euro. Sono disposto a ripeterlo anche al sindaco, se si presenta qui, o alla polizia: queste persone prevaricano con la forza chi è in stato di necessità, non si capisce a che titolo», ha dichiarato Samuel Alotey, ghanese che dorme alle ex Reggiane quando non riesce a trovare un’altra sistemazione, ad esempio a casa della fidanzata.

I numerosi africani che risiedono nello stabile ex “Piscine AS Reggiane” – nelle pertinenze del quale nella notte tra mercoledì e giovedì si è consumata la violenza sessuale – parlano a stento l’italiano, ma confermano di pagare per dormire lì: e i grossi lucchetti delle stanze al primo piano, a chiusura di precarie porte in legno, sono piuttosto eloquenti.

«Ci sono dei nigeriani che al pomeriggio stazionano all’esterno del caseggiato e chiunque si avvicina deve fare i conti con loro – prosegue Samuel –. Uno di questi individui è uno spacciatore, era in una comunità dalla quale è stato cacciato. Lui e altri hanno preso possesso dello stabile come se fosse di loro proprietà e pretendono soldi; guai a non sottostare alla richiesta, diventano pericolosi».

Tra gli occupanti che vanno e vengono con borse della spesa e biciclette (le due ruote vengono trasportate a spalla su per le scale e riposte anch’esse nelle stanze) il timore è palpabile. «Noi vogliamo stare tranquilli, non vogliamo problemi».