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Omicidio Dragone, ergastolo per Nicolino Grande Aracri

Processo Kyterion, la corte d’assise d’appello ha rideterminato la pena il boss cutrese e il fratello Ernesto. Ad Angelo Greco 30 anni, conferma invece per Diletto

REGGIO EMILIA  Per diventare il boss indiscusso della ’ndrangheta cutrese, Nicolino Grande Aracri (59 anni) ha dato l’ordine di uccidere nel 2004 a Cutro l’allora capoclan rivale Antonio Dragone. Un’accusa al centro del processo Kyterion di Catanzaro - terzo filone contro il clan Grande Aracri scattato in contemporanea con Aemilia a Reggio e Pesci a Brescia - che ieri ha visto giungere una nuova batosta in appello ai vertici della consorteria, con l’aggravamento di diverse posizioni.



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REGGIO EMILIA  Per diventare il boss indiscusso della ’ndrangheta cutrese, Nicolino Grande Aracri (59 anni) ha dato l’ordine di uccidere nel 2004 a Cutro l’allora capoclan rivale Antonio Dragone. Un’accusa al centro del processo Kyterion di Catanzaro - terzo filone contro il clan Grande Aracri scattato in contemporanea con Aemilia a Reggio e Pesci a Brescia - che ieri ha visto giungere una nuova batosta in appello ai vertici della consorteria, con l’aggravamento di diverse posizioni.



IL BOSS SANGUINARIO  In primis quella del boss Nicolino Grande Aracri, che è passato da 30 anni di carcere all’ergastolo. Ergastolo anche per il fratello Ernesto, suo braccio destro che era stato condannato a 24 anni in primo grado, coinvolto nella sanguinaria guerra di ’ndrangheta che caratterizzò un lungo periodo sull’asse Calabria-Emilia. Nicolino Grande Aracri, attualmente capoclan, è al carcere duro nella struttura penitenziaria milanese di Opera.

PENE PIU' SEVERE  Ieri la Corte d’assise d’appello di Catanzaro – viste le richieste di pena avanzate dal procuratore generale Domenico Guarascio – ha accolto quindi la proposte di condanne più severe. Coinvolte in questo procedimento di secondo grado pure altre tre persone di stanza a Reggio Emilia e dintorni, alle quali l’appello ha confermato le pene a 6 anni e 4 mesi. Si tratta del 51enne Alfonso Diletto (che viveva a Brescello accanto allo zio Francesco Grande Aracri), Francesco Lamanna (per gli inquirenti il 57enne era ben radicato nella fascia cremonese-mantovana) e Romolo Villirillo (per gli investigatori sino a metà del 2011 braccio destro, in Emilia, di Grande Aracri), questi tre coinvolti anche nell’inchiesta Aemilia.



ASSOLUZIONI RIBALTATE
Rideterminata anche la pena di Angelo Greco di San Mauro Marchesato, considerato un killer della cosca, passato dai 24 anni del primo grado ai 30 anni in appello, anche lui coinvolto nell’omicidio di Dragone. Dopo l’assoluzione in primo grado, giunge poi la condanna anche per Dario Cristofaro (6 anni), Luigi Martino (3 anni e 8 mesi), e Carmine Riillo (6 anni e 8 mesi).

INCROCI AL NORD  L’indagine Kyterion portò all’esecuzione di 46 ordinanze di custodia cautelare con accuse dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, all’estorsione, rapina e usura. Pene riviste anche per Michele Diletto (8 anni), Pasquale Diletto (6 anni e 8 mesi), Antonio Grande Aracri (10 anni dai 12 iniziali). Per il resto la Corte d’Appello ha confermato le condanne di primo grado tra cui quelle di Giovanni Abramo (6 anni e 4 mesi), Pasquale Arena (8 anni), Salvatore Diletto (6 anni e 4 mesi), Benedetto Giovanni Stranieri (4 anni), alcuni citati anche nel filone dell’inchiesta Aemilia. —