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Il brusco risveglio dei sindaci «Ora valuteremo i licenziamenti»

I primi cittadini commentano: «Da marzo messi a riposo e lasciati senza armi» Una decina di persone sentite come parti offese

REGGIO EMILIA. «L’Unione Val d’Enza definisce il programma e gli obiettivi del corpo unico di polizia municipale. Come raggiungere quegli obiettivi spetta al responsabile». Così Paolo Colli, sindaco di Montecchio ed ex presidente dell’Unione (in carica quando è partita l’indagine, nel novembre scorso), replica alla domanda scomoda del perché l’Unione non abbia supervisionato sul comando. «Non è un fulmine a ciel sereno», ha proseguito Colli. Si sapeva da tempo dell’indagine, a causa delle sv ...

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REGGIO EMILIA. «L’Unione Val d’Enza definisce il programma e gli obiettivi del corpo unico di polizia municipale. Come raggiungere quegli obiettivi spetta al responsabile». Così Paolo Colli, sindaco di Montecchio ed ex presidente dell’Unione (in carica quando è partita l’indagine, nel novembre scorso), replica alla domanda scomoda del perché l’Unione non abbia supervisionato sul comando. «Non è un fulmine a ciel sereno», ha proseguito Colli. Si sapeva da tempo dell’indagine, a causa delle svariate perquisizioni e requisizioni di documenti e faldoni nella sede di via Don Borghi, ma le indagini erano in corso e le amministrazioni affermano di aver ignorato, finora, quale tipo di reati si ipotizzassero.

DOCUMENTO UFFICIALE. Ieri, tra imbarazzati silenzi e cellulari che squillavano a vuoto, i sindaci dell’Unione (istituita nel 2008, riunisce i Comuni di Bibbiano, Campegine, Cavriago, Gattatico, Montecchio Emilia, San Polo d’Enza e Sant’Ilario d’Enza e Canossa nel 2014) si sono affidati ad un documento ufficiale firmato dall’attuale presidente, il sindaco di Cavriago Paolo Burani. «Siamo indignati», hanno detto i sindaci.

L’ente si è affrettato a sottolineare che le amministrazioni e il comandante non sono stati con le mani in mano. «Dallo scorso aprile, pur non avendo informazioni in merito alle indagini né elementi rilevanti per sospendere dal servizio gli agenti, il comandante Caggiati ha provveduto a collocarli a riposo entrambi». Il primo passo quindi è stato non confermare Fabbiani come vice. «A maggio è pervenuta la richiesta di revocare ad entrambi i dipendenti l’arma d’ordinanza, mentre per Fabbiani è stata predisposta la revoca dalla nomina di vice», sostituito dal facente funzioni commissario Cabiddu.

possibile licenziamento. Ora, ha proseguito Burani, «la notizia di reato consentirà di provvedere con atti di maggiore forza, fino al possibile licenziamento. Valuteremo la possibilità di costituirci parte civile per i danni ricevuti dall’ente». In realtà l’iter per licenziare un dipendente pubblico è tutt’altro che immediato. L’Unione ha concluso sottolineando «il massimo supporto dato in questi mesi agli inquirenti», il «funzionamento regolare dei servizi» ed «il corretto comportamento di tutti gli altri dipendenti». —

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