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Sacerdote non si ferma all’alt dei vigili

Reggio Emilia: il nigeriano, ora sotto processo, bloccato dopo un pericoloso inseguimento in città. Guidava con una patente falsa

REGGIO EMILIA. Gli agenti della polizia municipale che dopo uno spericolato inseguimento a tutta velocità sono riusciti a bloccarlo e a fatica ad immobilizzarlo, non avrebbero mai creduto di trovarsi di fronte un sacerdote.

Una vicenda spuntata ieri nel processo che vede alla sbarra il nigeriano 30enne Benedith Destiny per una sfilza di reati, perché si tratta di una storia a dir poco movimentata, come ha ricostruito in aula il vigile intervenuto e che ha poi seguito le indagini. Tutto inizia quando l’auto condotta dal pastore nigeriano non si ferma – in viale Magenta, nel quartiere Gattaglio – ad un normale controllo stradale. La macchina tira dritto all’alt e la reazione della Municipale è immediata, mettendosi a tutto gas alle calcagna di quell’auto su cui viaggiano in due. Una fuga in piena regola, con manovre pericolose che per un nonnulla non coinvolgono altri automobilisti, perché il sacerdote vuole a tutti i costi seminare i vigili.

Un inseguimento che si concluderà dopo diversi chilometri – in via Bartoli, vicino alla circonvallazione – anche se vi saranno ulteriori momenti di tensione, perché il nigeriano al volante non si calma. Minuti concitati e la situazione ritornerà tranquilla solo una volta che il 30enne viene portato al comando di via Brigata Reggio. Ma, visto quanto è accaduto in precedenza, scatta per Destiny una denuncia piuttosto articolata, perché alla luce delle verifiche i vigili gli contestano non solo la resistenza a pubblico ufficiale, ma anche l’essersi messo al volante senza patente, o meglio con una patente risultata contraffatta.

Denunciato a piede libero, da quel giorno sono trascorsi ben sei anni prima che tutto ciò finisca in tribunale. Ieri il processo – davanti al giudice Silvia Semprini – ha vissuto la prima tappa, con la testimonianza dell’agente della Municipale che ha curato l’informativa poi giunta in procura. Se ne riparlerà in udienza fra otto mesi. Otto anni fa il nigeriano era finito nei guai per una storia di droga: lui e un

complice avevano scelto il parcheggio antistante l’oratorio cittadino “Don Bosco” e lì si erano fermati con 11 grammi di marijuana. A pochi passi dal luogo di ritrovo di centinaia di ragazzini, probabilmente, attendevano i compratori, ma erano stati arrestati dai carabinieri.
 

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