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Reggiana, i dossier sul tavolo: stadio, allenatori e rosa da confermare

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Reggiana, i dossier sul tavolo: stadio, allenatori e rosa da confermare

Reggio Emilia: le parole del presidente Mike Piazza, che ha messo in vendita la società, aprono una fase di incertezza. Ora i nodi da sciogliere sono prima di tutto quelli societari

REGGIO EMILIA. In questi giorni si è molto discusso sugli obiettivi della squadra granata nella prossima stagione e dei tanti nodi da sciogliere, a partire dalla scelta dell’allenatore (o degli allenatori se ci continuerà con l’attuale assetto) e poi dalle riconferme dei giocatori. Dopo la delusione per l’immeritata eliminazione ai quarti di finale la programmazione per la prossima stagione non è ancora partita. La dichiarazione del presidente Mike Piazza sposta però il fronte sul livello societario e mette in secondo piano, almeno per il momento, tutto il resto.

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La Reggiana è in vendita, in parte o completamente. Un fatto che apre una fase d’incertezza. L’ex sportivo americano parla di scadenze che obbligano a scelte rapide e per questo invita chi fosse interessato a farsi sotto. Entro questo mese la squadra si deve iscrivere al campionato e indicare in quale stadio giocherà. Per quanto riguarda l’impianto sportivo la situazione con i proprietari è di muro contro muro: Mapei Stadium srl reclama il pagamento di mezzo milione di euro di arretrati. Lo sfratto è stato minacciato, a mezzo stampa, ma fino ad ora non sono stati fatti passi concreti in tal senso, anche se sono state spedite alcune lettere da parte dei legali. Il contratto per utilizzare lo stadio scade comunque in questi giorni e dovrà essere rinnovato.

Per quanto riguarda lo stato di salute finanziario della Reggiana, l’ultimo bilancio disponibile parla di un passivo di sei milioni di euro, ripianato dai proprietari.

In serie C i ricavi per le società non sono sufficienti a coprire i costi e il grande affetto del pubblico granata non è sufficiente per rendere sostenibile la società da un punto di vista economico. I ricavi sono aumentati ma i costi per rendere competitiva la squadra sono lievitati. «Ancora una volta - si legge nella relazione all’ultimo bilancio - si è dimostrato come in assenza di ricavi tv di cui invece beneficiano le serie superiori, la partecipazione a un campionato di Lega Pro non permetta di raggiungere un equilibrio economico soddisfacente in quanto i soli ricavi caratteristici, quali vendita biglietti e vendita pubblicitaria, non riescono in alcun modo a coprire i costi di gestione».

L’esperienza del Sudtirol ed altre squadre dimostra però che si possono fare campionati competitivi anche senza spendere somme ingentissime.

Sempre per quanto riguarda i vari dossier che eventuali investitori dovranno valutare, c’è quello relativo ai campi di via Agosti. La Reggiana in proposito ha raggiunto un accordo di sei anni con la diocesi per l’affitto ed è anche per il pagamento dei debiti pregressi. Per quanto riguarda invece l’aspetto tecnico la squadra ha sotto contratto 11 calciatori. L’ossatura della compagine è sicuramente di tutto rispetto. Dodici elementi sono a fine contratto o fine prestito. Il ds Giuseppe Magalini attende input dalla società, che ovviamente al momento non sembrano prossimi. (j.d.p.)
 

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