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VERBA VOLANT

Antimafia è meglio di "la mafia non c'è"

Lettera del direttore della Gazzetta di Reggio alla sindaca di Brescello

BRESCELLO. Gentile Elena Benassi, con il 34 per cento dei consensi Brescello l’ha eletta sindaca dopo due anni di commissariamento per mafia. Il suo impegno maggiore dunque sarà il cambiamento climatico.
Da lunedì lei, prima cittadina, è la prima responsabile del diserbo del radicamento della ‘ndrangheta – sospetto o reale che sia – che ha compromesso territorio, dentro e fuori Brescello: un amabile straordinario paese dove quell’ombra ha persino corrotto il letterario pittorico bianco e nero di Giovannino Guareschi.

So che cosa potrebbe replicare. Immagino che cosa parecchi elettori sarebbero pronti a spiegare. Che con lei sindaca, espressa dalla lista di coffriniana memoria, già presidente della Fondazione “Paese di don Camillo e Peppone” e con un paio di assessori della vecchia giunta sciolta per decreto del ministro degli Interni... che con lei sindaca v’è la prova provata della fiducia della gente nella storia del suo gruppo, che le amministrazioni comunali degli anni passati risultano immuni.

Dipenderà da lei far cadere in disuso l’aggettivo “coffriniano” per il quale gli ex sindaci, Ermes e Marcello, padre e figlio avvocati, avevano diffidato la Gazzetta.

Ma stia in allerta. Con lei sindaca le astratte certificazioni politiche, sociali, di piazza e anche clericali che “la mafia lì non esiste” non si vaporizzano. Piuttosto saranno per lei, per la sua giunta, per la sua lista, una prova quotidiana immediata non

liquidatoria, bensì da combattimento.
Piuttosto che una quieta Brescello dove la mafia non esiste, preferiamo una inospitale Brescello antimafia. Buon lavoro

s.scansani@gazzettadireggio.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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