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«Ambulanze in campo, ma il 118 regge»

Alboni (Ausl): «Il dispiegamento di forze per il Torneo della Montagna non intacca il piano dei soccorsi in Appennino»

Una ambulanza in ogni campo del Torneo della Montagna. Ma – assicurano dall’Ausl – tutto questo non mette a rischio il sistema del soccorso. Semmai questo dispiegamento di forze rischia di far saltare qualche partita del torneo. Perché se non c’è l’ambulanza, non si gioca. A stabilirlo sono - di volta in volta - le singole federazioni sportive. E a sancirlo è stato ad esempio chi domenica scorsa ha diretto la partita del torneo della Montagna - categoria dilettanti - tra Felina e Vettus.

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Una ambulanza in ogni campo del Torneo della Montagna. Ma – assicurano dall’Ausl – tutto questo non mette a rischio il sistema del soccorso. Semmai questo dispiegamento di forze rischia di far saltare qualche partita del torneo. Perché se non c’è l’ambulanza, non si gioca. A stabilirlo sono - di volta in volta - le singole federazioni sportive. E a sancirlo è stato ad esempio chi domenica scorsa ha diretto la partita del torneo della Montagna - categoria dilettanti - tra Felina e Vettus.

Si gioca al Comunale di Felina, manca poco alla fine del primo tempo di Felina-Vettus, quando un giocatore del Felina resta a terra dopo uno scontro con un avversario. Intervengono i sanitari che decidono che per questo infortunato la partita d’esordio del “Montagna” finisce qui. A bordo campo c’è l’ambulanza della pubblica assistenza locale che dopo aver prestato i primi soccorsi porta il giocatore in ospedale. Non è nulla di particolarmente grave e si decide di portare il giocatore al Sant’Anna. Dal campo comunale di Felina all’ospedale di zona saranno cinque minuti di macchina. L’ambulanza riparte alla volta dell’ospedale e la partita... si ferma. «Sì - conferma il presidente del Centro Sportivo Italiano Alessandro Munarini - si tratta di misure di sicurezza che abbiamo adottato in collaborazione con le pubbliche assistenze. In teoria, l’ambulanza che preleva il ferito e parte per l’ospedale dovrebbe essere rimpiazzata da un altro automezzo. In questo caso, probabilmente - spiega Munarini - si è valutato che la sospensione potesse essere di pochi minuti». In teoria, però, una ambulanza che parte dovrebbe essere rimpiazzata». Insomma, un via-vai di ambulanze che potrebbe mettere a rischio il sistema dei soccorsi nel territorio più difficile da percorrere della nostra provincia? La domanda è legittima, ma la risposta che arriva da chi gestisce questo sistema, non ammette repliche: «Il sistema dell’emergenza - dice Sergio Alboni, responsabile dell’emergenza territoriale dell’Ausl - non è in alcun modo toccato da questi accordi che le singole pubbliche assistenze stringono con gli organizzatori di questi eventi sportivi, ma anche con coloro che in questo periodo soprattutto, organizzano eventi di popolo come le fiere di paese».

Per quello che riguarda i soccorsi, «l’Ausl - dice Alboni - ha coperto la zona dell’Appennino 24 ore su 24 con una ambulanza a Busana, una a Castelnovo Monti, una a Toano, una a Villa Minozzo, una a Carpineti e una a Casina. A queste si aggiunge la pronta disponibilità di una ambulanza sul territoria di Gazzano-Civago, oltre all’automedica e l’auto infermieristica a disposizione del bacino In nessun modo questa rete può essere toccata dalle necessità di questa o quella manifestazione».

Invero, il calcio è l’ultimo arrivato in questa corsa ai soccorsi: «Da sempre - ricorda Alboni - si interrompe la corsa del Rally qualora debba intervenire l’ambulanza. E ad esempio l’Ausl viene informata quando si svolgono incontri di pugilato. In quel caso la federazione è solita fornire il medico e stringe accordi con la pubblica assistenza».

massimosesena. ©RIPRODUZIONE RISERVATA