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«Alì morto perché manca la recinzione»

Tragedia nel canale: il 12enne annegò a Luzzara il 15 luglio 2017, i legali della famiglia chiedono il risarcimento-danni al Consorzio di Bonifica

LUZZARA. Sarà un giudice civile a valutare la richiesta-danni presentata pochi giorni or sono dai familiari (padre, madre, una sorella e due fratelli) del pakistano 12enne Alì Hassnain, annegato il 15 luglio dell’anno scorso nel canale d’irrigazione del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in destra Po.

La famiglia è tutelata dagli avvocati Mauro Intagliata e Francesco Tazzari e ha incardinato la causa civile nei confronti del Consorzio di Bonifica (con sede legale a Mantova) ritenendo di aver subìto una crudele ingiustizia. In quei giorni terribili i familiari del 12enne hanno sentito il calore e la solidarietà di tutta la comunità luzzarese (non solo, quindi, di quella pakistana) e tuttora vivono a Luzzara. La salma da quasi un anno è sepolta in Pakistan, in un cimitero musulmano.

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Quel pomeriggio, intorno alle 18, il ragazzino era uscito di casa in bicicletta e di lì a poco aveva imboccato – in centro, non in campagna – la stradina che fiancheggia il canale e collega strada Villa Superiore a strada Zamiola. All’improvviso perde il controllo della bici e cade in acqua. Non avrà scampo e il cadavere verrà trovato due giorni dopo. «L’orlo del canale è a filo con la stradina che aveva utilizzato Alì e non presenta – spiega l’avvocato Intagliata – nessun minimo sistema di protezione o di ritenuta per contenere eventuali rischi di caduta delle persone in transito. Se il Consorzio di Bonifica avesse provveduto ad installare una semplice ed economica rete metallica o barriera protettiva lungo i pochi metri che separano il canale dalla stradina, la tragedia non sarebbe avvenuta. Ma questa spesa di poche centinaia di euro non è stata mai fatta e tutto ciò espone gli abitanti ad un pericolo grave soprattutto nelle stagioni di piena del canale. Inoltre osservando le foto scattate nell’immediatezza dei fatti – rimarca sempre il legale – in corrispondenza del canale si nota una folta vegetazione, il che molto probabilmente ha inciso in modo sensibile nella perdita di controllo della bici da parte del povero Alì».

Gli avvocati della famiglia non indicano nessuna cifra come risarcimento-danni, lasciando al giudice civile questa decisione. «L’improvvisa e tragica morte di Alì – termina l’avvocato Intagliata – ha provocato lo stravolgimento della vita e della serenità familiare. Stiamo parlando di un ragazzino di soli 12 anni, strettamente legato ai genitori e ai fratelli con cui conviveva». In quei terribili giorni il Consorzio di Bonifica si era espresso con molta cautela: «Siamo vicini al dolore della famiglia, un evento così tragico non era mai successo forse in tutta la vita del Consorzio». Su questo caso delicatissimo ora si esprimerà un giudice.
 

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