Quotidiani locali

Et voilà, l'ingerenza è servita

L'editoriale della domenica del direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani

REGGIO EMILIA. Ligue et Mouvement 5 étoiles, et voilà. Leggere i giornali fa benissimo, e passare in rassegna quelli esteri è ancor meglio. Hanno il dono della sintesi e la dote del distacco. Da Le Figaro si apprende come i francesi captano l’italico governo gialloverde: la Lega viene catalogata come extrême droite (estrema destra), mentre il Movimento 5 stelle è definito anti-système (anti-sistema). Chiaro. L’edizione è quella di martedì 5 giugno.

Il quotidiano parigino si è rioccupato della questione italiana a seguito di un tweet di Marine Le Pen, da noi passato inosservato. La presidente del destrissimo Ressemblement National (già FN), deputata all’Assemblea Nazionale ed eurodeputata, ha cinguettato d’essere stata il 4 giugno alla Festa della Repubblica all’ambasciata d’Italia e avere intrattenuto “discussions fructueuses avec Mme l’ambassadrice!”, discussioni fruttuose con l’ambasciatrice. Zero dettagli.

Che ci faceva la capa dell’estremo sovranismo d’Oltralpe al ricevimento tricolore all’estero e in differita? Le Figaro s’è affrettato a chiedere chiarimenti alla responsabile della diplomazia italiana sulla Senna. Insediata nella capitale francese dal gennaio scorso, Teresa Castaldo ha risposto che la Le Pen era stata invitata – con altri colleghi - in qualità di parlamentare e componente della commissione degli affari esteri. Tutto normale, un po’ meno il giustizialismo politico via social di madame Marine.

Espletate le elezioni, mutato il governo italiano, il clamore universale non smette di carburarsi. La Le Pen otto giorni prima di partecipare alla réception all’ambasciata d’Italia aveva twitter-folgorato la determinazione del presidente della Repubblica Mattarella di rimandare indietro Conte per via dell’euro-scetticismo, del non dichiarato atlantismo, del chiaro filo-putinismo, così: “Quello che sta accadendo in Italia è un colpo di Stato, una rapina del popolo italiano da parte di istituzioni illegittime”.

Andrebbe domandato alla frontista francese che cosa è andata a fare nella sede diplomatica di un’istituzione tanto piratesca e biasimata.. Il precedente commento della La Pen era stato ancor più ingerente: “Per comprendere la scandalosa decisione del presidente Mattarella, dobbiamo ricordare la dichiarazione di Juncker nel 2015: ‘Non ci può essere scelta democratica contro i trattati europei’”. Brindisi pour l’Italie in ambasciata, nonostante tutto.

Apposta ho utilizzato un termine: ingerente (intervento arbitrario o abusivo in fatti di pertinenza non propria). Secondo Ligue et Mouvement 5 étoiles gli interventi di varie autorità della Ue, prima e dopo le elezioni, hanno rappresentato delle insopportabili ingerenze negli affari italiani.

Commenti, richiami, moniti circa l’europeismo, l’euro e la politica migratoria provenienti dall’“estero” hanno innervosito i novelli governanti italiani. È invece insostenibile lo sdegno dei leghisti e dei grillini per vincoli, stabilità e trattati: devono sapere che l’“estero” e “casa nostra” sono arnesi vecchi, la Ue siamo noi, è impensabile sospendere la partecipazione al consorzio europeo (e i suoi giudizi) mentre l’Italia piccolina va alle urne (spesso e assai).

Allora sono stati ingerenti durante la stipula del contratto gialloverde e la formazione del governo anche i tweet di madame Le Pen; i complimenti del premier ungherese Orban - capocordata dei Paesi dell’Europa centrale ex orbita orientale - per la linea dura sui migranti; sono ancora ingerenti i tanti ringraziamenti del prezident Putin per le simpatie gialloverdi e la promessa italiana di cancellare le sanzioni economiche contro la Russia.

Incredibile ma vero: l’Italia non è mai stata tanto importante nell’equilibrio dell’Unione Europea, funambolico ma santo, e così determinante negli assetti internazionali. Se qualcuno prima se ne fosse accorto forse avremmo potuto avere davvero parola come testa di ponte (inascoltata) in zona sbarchi, in area euro, nell’ambito del traino tedesco, dentro la Ue di cui siamo stati fondatori.

Va conservato Le Figaro con la sconosciuta vicenda della Le Pen all’ambasciata d’Italia a Parigi, come va tenuta a mente una riflessione del giornalista greco Kostas Giannakidis sul giornale

online Protagon: “Certo, le persone non possono essere governate dai mercati. Un buon argomento che, tuttavia, è valido solo in un paese isolato come la Corea del Nord”. Et voilà.

s.scansani@gazzettadireggio.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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