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Da interprete per l’Arma al Municipio

Rajinder Singh è nato nella città di Adampur, piccola città di 16mila abitanti nell’India del nord, quasi al confine con il Pakistan. Giunto in Italia, si è poi sposato nel 2007 per poi esser...

Rajinder Singh è nato nella città di Adampur, piccola città di 16mila abitanti nell’India del nord, quasi al confine con il Pakistan. Giunto in Italia, si è poi sposato nel 2007 per poi esser folgorato sulla via per Damasco dal Movimento 5 Stelle. Un’epifania avvenuta fin dagli albori del partito pentastellato. «Mi sono avvicinato al movimento – scrive nel suo curriculum social – perchè credo che i cittadini onesti e seri debbano trovare spazio nell’azione politica, per migliorare le istituz ...

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Rajinder Singh è nato nella città di Adampur, piccola città di 16mila abitanti nell’India del nord, quasi al confine con il Pakistan. Giunto in Italia, si è poi sposato nel 2007 per poi esser folgorato sulla via per Damasco dal Movimento 5 Stelle. Un’epifania avvenuta fin dagli albori del partito pentastellato. «Mi sono avvicinato al movimento – scrive nel suo curriculum social – perchè credo che i cittadini onesti e seri debbano trovare spazio nell’azione politica, per migliorare le istituzioni. Solo partecipando al governo del nostro paese e diventando cittadini informati possiamo progredire nel campo sia civile che culturale. Per questo motivo ho fondato il gruppo M5s di Campagnola Emilia nel 2013. Sono stato candidato alle Europee del 2014 dalle quali mi sono poi ritirato per poter partecipare alle amministrative del mio Comune di residenza». Non proprio un ritiro in realtà. Anzi, il suo fu un episodio che fece parlare di sé sui giornali. Singh, durante le europee, fu costretto a chiedere su Facebook agli altri grillini di non essere votato perché la sua decisione di volersi ritirare, comunicata allo staff di Grillo, non era stata recepita. E così si era ritrovato comunque candidato sul blog. Nel consiglio comunale di Campagnola Rajinder alla fine ci è entrato il 30 aprile 2015 dopo le dimissioni di Massimo Bondavalli, eletto nelle consultazioni del 25 maggio 2014. Dopo un periodo come operaio nel settore metalmeccanico, attualmente il consigliere 5stelle è disoccupato in attesa di una chiamata dall’agenzia interinale. Gratuitamente, ci spiega, «faccio poi da traduttore per i carabinieri. E con il mio gettone di presenza compro del cibo per la Caritas».